Dolori intercostali, cause e rimedi

Cause e rimedi dei dolori intercostali. Chiedi una visita specialistica allo Studio Kineos a Pesaro (PU)

I dolori intercostali consistono in una sensazione di dolore pungente che ha sede negli spazi fra le costole e che può derivare da disturbi nervosi, muscolari o osteo-cartilaginei.

Il termine “dolori intercostali” infatti si riferisce soprattutto ad una vasta gamma di sintomi dolorosi percepiti nella zona della gabbia toracica, in un’area compresa fra l’ombelico e la base del collo e si possono avvertire sia nella parte sinistra che nella parte destra.

Questa sensazione di dolore può essere collegata a diversi fattori che vanno da semplici disturbi collaterali a malattie più serie. A rendere più difficile la diagnosi è il fatto che il dolore che viene percepito all’interno della gabbia toracica non è sempre riconducibile alla zona nella quale si percepisce il dolore.

Caso rappresentativo è ad esempio il dolore cardiaco che ha origine dal cuore ma poi si propaga irradiandosi fino al braccio sinistro. I dolori intercostali possono presentarsi in vari punti ed in forme diverse: fitte alla schiena, dolori allo sterno, fitte al seno o dolori fra le scapole.

Oltre alla zona di individuazione del dolore possono variare anche la frequenza e la tipologia di quest’ultimo; esso infatti può essere continuo, acuto o intermittente e può presentarsi sia al mattino che di pomeriggio oppure di sera prima di recarsi a letto.

Cause dei dolori intercostali

Una delle più comuni cause dei dolori intercostali è rappresentata dal freddo, il cosiddetto “colpo d’aria”. Un altro fattore da ricollegare ai dolori intercostali può essere lo strappo muscolare, in particolare se si praticano esercizi in palestra che portano ad un allungamento eccessivo di muscoli situati proprio all’altezza delle costole. Altra causa dei dolori intercostali può essere una postura scorretta, assunta soprattutto quando si lavora diverse ore seduti dietro ad una scrivania.

I dolori intercostali possono essere provocati anche da nevralgie intercostali le quali causano dolore provocato dall’infiammazione dei nervi intercostali, anche questa dovuta spesso alle repentine variazioni di temperatura. I dolori intercostali possono essere anche di natura diversa; possono sopraggiungere per problemi legati all’apparato osteoarticolare come spondiloartrosi, scoliosi o ernia del disco, oppure avere altra origine legata a patologie tipo ulcera, ipertensione, colite, calcoli biliari, reflusso gastroesofageo o conseguentemente all’Herpes Zoster, chiamato più comunemente “fuoco di Sant’Antonio”.

Spesso anche la tosse è strettamente correlata ai dolori intercostali, magari come primo sintomo di una broncopolmonite o conseguentemente ad una bronchite; persino l’ansia può essere ricollegata ai dolori intercostali.

Insomma, sintetizzando: i dolori intercostali costituiscono un sintomo dalle origini abbastanza vaste per cui è preferibile non sottovalutarli ed affidarsi sempre con fiducia al proprio medico curante o, meglio ancora, con uno specialista. Egli infatti di certo sarà in grado di fugare ogni vostro dubbio e rispondere a qualsiasi domanda, prescrivendo eventualmente degli esami per un’indagine più accurata, specie se questo sintomo persiste, causando difficoltà di respirazione o altri sintomi.

Rimedi per i dolori intercostali

Come già detto, le cause dei dolori intercostali possono essere molteplici. Se essi sono causati da improvvisi sbalzi di temperatura, è bene coprirsi adeguatamente, meglio se con indumenti di lana, ed adagiare una borsa d’acqua calda sulla zona interessata.

E’ molto importante anche evitare di prendere freddo, esporsi a correnti d’aria o soggiornare in ambienti con aria condizionata, soprattutto se si è sudati. Poichè spesso il dolore è causato dalla respirazione accelerata, è molto utile non sforzarsi e provare a muoversi il meno possibile, respirando con calma e molto lentamente.

E’ fondamentale infatti restare calmi, rilassarsi e non fare grossi sforzi in quanto il dolore improvviso può facilmente mandarci in panico. Inoltre, facendoci pensare subito a qualcosa di seriamente grave, acuisce di molto la percezione del dolore. Se si avvertono dolori intercostali mentre si pratica attività sportiva, è opportuno prima rallentare e poi fermarsi seguendo degli esercizi di respirazione fino a quando le fitte non scompaiono.

Altro  rimedio per i dolori intercostali durante l’allenamento è quello di chiudere la mano a pugno, portandola sotto la gabbia toracica e spingendola dentro ruotando il braccio, e dunque la mano, di 90 gradi. Se i dolori sono circoscritti dietro la schiena, nei pressi delle scapole, potrebbero essere causati da algie o problemi muscolari; in questo caso per attutirli possono essere sufficienti dei rimedi naturali oppure si possono utilizzare farmaci antidolorifici (chiamati anche FANS), molto utili a calmare il dolore e a facilitare la guarigione.

Se il dolore è localizzato all’altezza del fianco destro, potrebbe trattarsi di qualche problema al fegato; al contrario, se è circoscritto al fianco sinistro si potrebbe trattare invece di problemi alle vie biliari.

Se le fitte sono ad intermittenza e ripetute nel tempo, allora è necessario recarsi in ospedale in quanto si potrebbe trattare di un problema più serio da non trascurare. Nel momento in cui dovesse verificarsi questo problema, è sempre meglio non rischiare e chiedere un consulto medico per andare più a fondo, soprattutto se si è un soggetto a rischio.

Chiara Minghè – Osteopata | Studio Kineos

Osteopatia, cura naturale sui neonati- Studio Fisioterapico ed osteopatico kineos - Chiara Minghè

Seguire il percorso di Osteopata è stata una scelta maturata, venuta nel tempo, come la mia passione per quella “macchina” perfetta che è l’uomo con le sue regole, la sua fisiologia e i suoi segreti. È nata quando ho deciso di abbandonare il percorso di studi diretto verso l’economia e catapultarmi in un mondo nuovo da quello che avevo studiato fino a quel momento e di tentare la sorte con il test d’ingresso alla facoltà di Fisioterapia.

Così doveva andare… passai subito l’ammissione alla facoltà di Fisioterapia con sgomento dei miei familiari che non pensavano riuscissi nell’impresa del passaggio da una scuola tutt’altro che ad indirizzo scientifico. Giunta al termine dei miei studi universitari, presso l’Università Politecnica delle Marche, ho iniziato subito a lavorare come fisioterapista in vari studi e a formarmi professionalmente attraverso vari corsi che hanno spaziato dalla Terapia Manuale classica, al bendaggio funzionale per gli sportivi, dal Kinesio Taping, al Mulligan Concept, dalla Mobilizzazione del Sistema Nervoso, al Kinetic Control e Trigger Point…

Non avevo ancora soddisfatto la mia sete di ricerca e così dopo una laurea e quasi 10 anni di esperienza lavorativa ho deciso di iscrivermi alla scuola di osteopatia. Un percorso di studio lungo 6 anni presso l’ A.I.O.T. Accademia Italiana di Osteopatia di Pescara che oggi mi ha portato ad essere Osteopata D.O. e membro del R.O.I – Registro Osteopati d’Italia“.

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Attraverso l’Osteopatia ho conosciuto e apprezzato il lavoro nell’ambito della Gravidanza e dei Neonati ed attualmente la mia formazione è rivolta verso questo interessantissimo ambito per aiutare mamme e bimbi nella loro crescita attraverso un approccio sullo Sviluppo NeuroPsicoMotorio che prevede l’accompagnamento del bimbo attraverso le fasi più critiche e importanti della sua evoluzione.

L’obiettivo del mio lavoro consiste nel permettere al paziente di prevenire, migliorare e risolvere la propria condizione patologica tramite un approccio naturale, volto a ritrovare equilibrio funzionale e fisiologico e movimento al corpo. Il paziente in Osteopatia è considerato nella sua totalità, non solo nella sua sfera prettamente fisica. Il fine del mio lavoro è quello di collaborare insieme al paziente per consentirgli di raggiungere il miglior stato di salute possibile.

E come diceva Still, il padre dell’Osteopatia:

“Quando tutte le parti del corpo umano sono armoniche abbiamo una salute perfetta, quando non lo sono l’effetto è la malattia. Quando le parti vengono risistemate la malattia cede il posto alla salute.”
A.T. Still

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Come curare l’incontinenza durante la gravidanza

Come contrastare l'incontinenza durante la gravidanza, prima e dopo il parto

L’incontinenza in gravidanza colpisce circa il 24% delle donne ed è un disturbo veramente molto fastidioso. Esso si manifesta generalmente verso la fine dell’attesa e dopo la nascita del piccolo.

Ecco alcuni consigli da seguire per tentare di contrastarlo.

Come contrastare l’incontinenza durante la gravidanza della donna

Per prima cosa ricordatevi di affidarvi ad un dottore di fiducia, esperto nella gravidanza che vi segua passo passo prima e dopo la nascita del vostro piccolo. È inoltre consigliato anche fare una visita osteopatica, presso uno studio con esperienza nel trattamento di donne in gravidanza.

In termini medici sentirete spesso parlare di “incontinenza urinaria da sforza“, che non è altro che quanto accennato poco fa.

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Terapia pre e post-parto

Prevenire il disturbo è più semplice che curarlo

Avete mai sentito parlare della regola delle tre A?

Per contrastare l’incontinenza in gravidanza, una delle strategie spesso consigliata è la prevenzione, seguendo una regola chiamata “delle tre A”: autocoscienza, allenamento, automatismo.

La preparazione alla nascita, può diventare una occasione per “prendere confidenza” al 100% con il muscolo del pavimento pelvico. Esso tende ad aprirsi e chiudersi anche a seconda del nostro stato emotivo e del modo in cui respiriamo. L’apertura e la chiusura di tale muscolo è infatti direttamente coinvolta nell’atto del rapporto sessuale.

Esercizi di respirazione e particolari posture, la donna impara a percepire bene questa parte del corpo a molti “poco conosciuta”.

Un possibile esempio di esercizio è il pipì-stop: a chi non è mai capitato? Consiste in dover interrompere per un qualsiasi motivo il flusso di urina.

“Bloccarla” volontariamente può essere utile ad una specie di test per assicurarsi che il movimento compiuto sia effettivamente quello giusto. Attenzione, però: si tratta di una prova, non abusate di questo esercizio, in quanto a lungo andare potrebbe provocare uno svuotamento incompleto della vescica e, di conseguenza altri grossi problemi, ad esempio un ristagno di urina.

3 grandi errori da evitare durante la gravidanza

Errori da evitare

Oltre che con una ginnastica controllata e continua che tendi a rafforzare i muscoli, l’incontinenza si può prevenire (perchè è sempre più semplice prevenire anzichè curare), correggendo alcune cattive abitudini.

Ad esempio:

  • cerca di non ingrassare: i chili di troppo, presi durante la gravidanza, pesano anche sul pavimento pelvico e lo indeboliscono.
  • attenzione ai lavori domestici faticosi: per esempio sollevare pesi, spostare mobili aumenta la pressione addominale, favorendo il disturbo. Cercate di far fare al vostro partner questa tipologia di lavori.
  • combatti la stitichezza: per le strutture pelviche, esso rappresenta uno stress cronico. Per sfavorire la stitichezza durante il periodo pre-parto, favorisci un’alimentazione ricca di fibre (cereali integrali, frutta, verdura) da associare a una adeguata assunzione di liquidi (1 litro e mezzo al giorno) e ad una regolare attività fisica.
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Di cosa si occupa l’osteopata? Cosa cura?

Di cosa si occupa l'osteopata? Che cosa cura? Studio osteopatico Kineos a Pesaro

L’osteopatia è quella branca della fisioterapia che si occupa della correzione e della cura delle patologie, più o meno gravi, presenti sia nelle ossa che nei muscoli. Tale correzione avviene mediante l’applicazione di tecniche rientranti nella categoria della digito-pressione e a quelle comprese invece nella categoria della palpazione. Ad ogni paziente verrà applicata la tecnica opportuna in base alla patologia presente. Sono cinque i campi anatomici sui quali l’osteopatia comporta numerosi benefici, vediamo insieme quali sono.

La correzione delle patologie muscolo-scheletriche

L’osteopata interviene in maniera indiretta sul problema, agendo dunque sull’origine della patologia. Questo concetto è valido specialmente per l’applicazione delle tecniche volte a correggere eventuali problemi e patologie presenti sia a livello muscolare che a livello scheletrico. Proprio per questo motivo le sedute presso l’osteopata sono molto indicate per i pazienti geriatrici, ma anche per quelli sportivi, per coloro che soffrono di mal di schiena e per coloro che possiedono tensioni a livello muscolare dovuti a stress e eccessivo affaticamento sia fisico che neurologico. L’osteopata corregge inoltre tutte le defezioni presenti a livello dorsale, lombare e cervicale, si occupa dei reumatismi, delle distorsioni e delle contratture. Un ulteriore problema molto comune è sicuramente quello del tunnel carpale. Tale patologia è risolvibile se trattata in maniera costante dall’osteopata, così come tutte le patologie dovute ad asimmetrie della colonna vertebrale o del bacino.

La cura delle patologie a livello cranico e sacrale

Emicranie e cefalee rientrano tra i disturbi maggiormente posseduti dalle persone. Queste patologie possono derivare da eventuali problemi scheletrico-muscolari di tipo strutturale ma anche dall’eccessiva esposizione a fonti di stress sia a livello mentale che fisico. L’osteopata tratta questi tipi di problema, risalendo alla causa che ha generato la patologia ed agendo su di essa mediante tecniche particolari e specifiche. Nello specifico le tecniche utilizzate per tutte le affezioni presenti a livello cranico-sacrali hanno come obiettivo quello di ristabilire l’equilibrio nel sistema respiratorio, agendo di conseguenza sia sulle strutture ossee che su quelle muscolari, senza tralasciare le parti legamentose, dell’intera area anatomica. Le patologie di questo genere, come ad esempio la cefalea, sono spesso associate ad altri disturbi, quali nausee, vomiti e capogiri. La risoluzione del problema avviene dunque tramite un approccio olistico, che dunque coinvolge l’intero corpo e non solo la zona interessata dalla patologia.

La correzione dei disordini odontoiatrici

L’osteopatia è inoltre molto importante ed efficace anche per la risoluzione di alcune patologie e di alcuni disordini muscolari e ossei che incidono negativamente sull’intero apparato odontoiatrico. Uno dei problemi maggiormente trattati dall’osteopata è il bruxismo. Tale patologia si riferisce al digrignamento notturno o diurno, che comporta una celere erosione del dente. Un altro disordine presente in questo particolare apparato è quello relativo ai diversi casi di malocclusione. In particolare questo difetto comporta conseguenze negative soprattutto quando alla malocclusione è collegata la cattiva masticazione, che influenza l’intero processo digestivo. Esistono inoltre patologie che riguardano i blocchi articolari della mandibola, generalmente molto dolorosi, che incidono sulle orecchie e sulla masticazione.

La cura dei problemi patologici a livello viscerale

I ”mal di pancia” sono malesseri che periodicamente si presentano in ogni persona. I dolori provocati da questa sensazione possono però presentarsi in maniera costante e quotidiana diventando un vero e proprio disturbo. L’osteopatia agisce in maniera positiva riducendo la frequenza con la quale il problema si presenta e andando a ricercare la causa che ha provocato il dolore. Innanzitutto l’osteopata può intervenire sull’intero apparato digestivo, iniziando ad applicare le tecniche sin dal tratto esofageo o da quello gastrico a secondo di come si presenta il problema. Tecniche differenti, invece, si applicano nel caso in cui il paziente presenti la patologia del colon irritabile o comunque una generica irregolarità che comprende il tratto intestinale, tra cui è ricompresa anche la stipsi. Infine, l’osteopata può agire a livello viscerale per tutte le donne che soffrono di un irregolare o di un doloroso ciclo mestruale. I benefici per questo tipo di problemi, però, non sempre sono rapidi, e bisogna attendere almeno fino alla quarta seduta per incominciare a vedere i risultati sperati.

La risoluzione di eventuali problemi insorti durante il periodo di gravidanza

La gravidanza risulta essere uno dei periodi più belli e allo stesso tempo più delicati che la donna attraversa nell’arco della propria vita. L’osteopata è una figura molto importante anche per la donna incinta. Infatti egli risolve numerosi problemi che possono insorgere a livello circolatorio globale, evitando la creazione di edemi sia sugli arti superiori che su quelli inferiori. Lombalgie, lombosciatalgie e forti dolori inguinali vengono trattati molto spesso dall’osteopata, che aiuta la paziente ad assumere, in qualunque momento, una posizione strutturale corretta. L’osteopatia, infine, comporta numerosi benefici anche per la cosiddetta depressione post-partum, grazie a delle specifiche tecniche che rigenerano sia il corpo che la mente.

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Terapia pre post-parto

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Ginnastica pre e post-parto

La ginnastica pre-e post-parto si fa individualmente o a due mamme. Volendo possiamo organizzare dei piccoli gruppi di quattro, massimo cinque mamme per lezione. Solitamente si tratta di 5 lezioni di ginnastica pre-parto e 5 lezioni di ginnastica post-parto, di un’ora e mezza ciascuna, una volta a settimana.

Il corso di ginnastica pre-parto si può iniziare verso la ventesima settimana di gravidanza.

Gli obbiettivi sono:

  • imparare a capire e controllare la muscolatura del pavimento pelvico; controllare significa  saper contrarre la muscolatura del perineo ma anche saperla rilassare (cosa molto importante al momento del parto),
  • aiutare la mamma a gestire bene il proprio corpo durante la gravidanza, pensiamo ad esempio alla postura che inevitabilmente cambia man mano che cresce il pancino,
  • preparare la mamma fisicamente al parto: come affrontare il travaglio, posizioni per attutire le doglie, come farsi aiutare dal marito per esempio con un massaggio, come respirare per ossigenare bene il corpo della mamma e del piccolino e per affrontare meglio le contrazioni, …,
  • preparare la mamma fisicamente al post-parto rinforzando gambe e braccia, schiena e torace,
  • dare tanti consigli oltre all’opportunità di confrontarsi con altre mamme.

Il corso di ginnastica post-parto si può iniziare dopo 6 settimane dal parto (in caso di taglio cesareo dopo 10 settimane).

Si punta prima di tutto sul ripristino di un buon tono muscolare a livello di pavimento pelvico e addome. Ci tengo veramente tanto a consigliare questa ginnastica a TUTTE le mamme. E non solo dopo il primo parto! Tornare ad avere un pavimento pelvico tonico è fondamentale per mille motivi:

  • superare piccole o importanti perdite nel periodo post-parto, ma anche prevenire questo fastidioso problema che tipicamente può (ri-)comparire dopo la menopausa;
  • prevenire o curare prolassi di vescica, utero o retto dopo il parto o dopo la menopausa;
  • un pavimento pelvico tonico è fondamentale per una buona coordinazione dei vari”diaframmi” del corpo umano, che porta a una buona respirazione e quindi ad una buona ossigenazione e funzionamento degli organi, ma anche ad una corretta postura;
  • tornare a trovare piacere nei rapporti intimi;
  • è impossibile avere “la pancia piatta” se il pavimento pelvico non è in forma;
  • prevenire o curare problemi d’instabilità al bacino e alla schiena, ma anche alle articolazioni periferiche;
  • ecc.

Partendo da un buon tono a livello del pavimento pelvico il resto segue quasi automaticamente. Si fanno esercizi per ritornare “nella forma di prima della pancia”. Bisogna riabbassare le costole, rinforzare l’addome e i glutei, le gambe, stabilizzare il bacino e già la postura sarà molto migliorata. Per più di qualche anno toccherà fare un bel pochino di sollevamenti!

Non bisogna pensare di fare questa ginnastica per tornare ad essere solo belle, soprattutto lo si fa per stare bene. E una mamma che si sente bene riuscirà molto meglio a dare il massimo al suo piccolo e al mondo intorno a se!

Molto spesso per le mamme lo scoglio più grosso per andare a fare la ginnastica post-parto è che non sanno a chi lasciare il piccolo o che si sentono in colpa di allontanarsi da lui. Staccare un’oretta molte volte fa tornare la mamma a casa con le batterie veramente ricaricate. Per chi avesse sensi di colpa o non sa come organizzarsi con le poppate propongo sempre di portarsi il piccolino dietro. Si possono fare tanti esercizi carini con il bimbo, ma si può anche approfittare dell’occasione per insegnare alla mamma il massaggio del neonato (cosa bellissima!). Sono disposta a ritagliarmi più tempo per la seduta in modo da poter fare un pit-stop per la poppata o un cambio pannolino.

Oltre ai corsi di ginnastica aiuto le mamme con problemi a schiena o bacino, ma anche ad altre articolazioni (come un’epicondilite dovuta alla posizione durante l’allattamento o per ninnare il piccolino) con la terapia manuale. Spesso bastano veramente poche sedute per riequilibrare muscoli e articolazioni, si da qualche consiglio a livello di postura, qualche esercizio da fare a casa e via che si riparte senza problemi.

Infine effettuo sedute di linfodrenaggio per le mamme che soffrono di ritenzione idrica, gambe gonfie. Si possono fare durante la gravidanza dal quarto mese in poi e chiedo sempre l’ok del ginecologo curante.

Rieducazione posturale

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Esercizi di stabilizzazione

Tantissime persone non si sentono in ottima forma per colpa di disturbi quasi quotidiani alla schiena o per colpa di un infiammazione che ormai è diventata cronica. In queste condizioni si avvertono tanti limiti nella funzionalità di tutti i giorni, il che è peggio del dolore in sè … Per queste persone gli esercizi di stabilizzazione sono di grande aiuto.

I principi di questi allenamenti sono basati su i più recenti concetti medici riguardanti i disturbi alla colonna vertebrale. Si parte dal presupposto che in caso di mal di schiena cronico, per diversi motivi, la forza e la reattività dei muscoli stabilizzatori della schiena sono indeboliti.

Dopo un episodio di mal di schiena o mal di collo sembra che tutto torni alla normalità dal momento che non ci sono più fastidi o dolori. In realtà NON è così. Il problema è che i muscoli profondi, stabilizzatori non riprendono spontaneamente la forza e la reattività di prima e quindi aumenta il rischio di disturbi cronici.

Fondamentali per un recupero completo e per prevenire ricadute sono gli esercizi di stabilizzazione ma anche imparare ad utilizzare correttamente la schiena, il collo, il proprio corpo. Insistere a fare movimenti che vanno a sovraccaricare la colonna vertebrale nei suoi punti deboli, inevitabilmente conduce a ricadute e può portare alla cronicità di un problema. Noi esseri umani tendiamo ad essere molto abitudinari e di conseguenza perseveriamo nel comportarci secondo le nostre abitudini. Prendere coscienza dei nostri comportamenti e imparare a correggerli sono fondamentali per un recupero naturale.

Rieducazione posturale

La rieducazione posturale punta a migliorare la postura statica, ma anche dinamica, preferibilmente nei movimenti funzionali (movimenti che facciamo quotidianamente) insegnando al paziente di prendere coscienza del proprio modo di posizionarsi e di muoversi e correggendolo dove sbaglia sovraccaricando muscoli, legamenti, fascie e articolazioni.

Per arrivare a migliorare la propria postura è utile fare esercizi per rinforzare le catene muscolari indebolite, allungare quelle invece troppo corte e per imparare a fare movimenti corretti.

L’ortopedia

ortopedia

L’ortopedia è la disciplina medica che studia l’apparato locomotore e le sue patologie. È una branca iperspecialistica della chirurgia.

I medici specialisti in Ortopedia e Traumatologia (per abbreviazione “ortopedici”) sono specializzati nella diagnosi e nel trattamento sia chirurgico che non chirurgico dei problemi del sistema locomotore. Esso comprende: ossa, articolazioni, legamenti, tendini, muscoli, nervi. Oltre a questi, specialmente nei traumi, si è recentemente per necessità aggiunto il trattamento dei tessuti molli, per cui è stato coniato il termine di chirurgo ortoplastico. Ciò deriva dall’evidenza scientifica di un migliore risultato per i pazienti a seguito di un intervento ricostruttivo precoce.

In altre parole, il medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia deve aver maturato conoscenze teoriche e sviluppato capacità pratico-professionali nel campo della fisiopatologia e terapia sia medica sia chirurgica (correttivo-conservativa, ricostruttiva e sostitutiva) delle malattie dell’apparato locomotore nell’età pediatrica e adulta con specifici campi di competenza nella semeiotica funzionale e strumentale, nella metodologia clinica e nella terapia in Ortopedia, nella Chirurgia della Mano e nella Traumatologia compresa la Traumatologia dello Sport nonché nelle patologie a carattere oncologico di pertinenza.

La riabilitazione uro-ginecologica

riabilitazione

La riabilitazione uro-ginecologica o rieducazione del pavimento pelvico comprende le techniche fisioterapiche applicate per insegnare a controllare i muscoli del pavimento pelvico. La funzione del pavimento pelvico è di evitare la perdita di feci o di urina e di sostenere gli organi interni.

Pazienti con prolassi di vescica o utero o retto, perdite di urina o feci (tipicamente incontinenza da sforzo, ossia perdite causate da sforzi fisici come tossire, starnutire, sollevare pesi), complicazioni dopo un intervento alla prostata o dopo isterectomia, mamme dopo un parto naturale travagliato con o senza trauma ai nervi sacrali o episiotomia, bimbi che fanno la pipì al letto possono essere aiutati molto bene con questo metodo di allenamento. Si tratta di esercizi per imparare a conoscere e a controllare i muscoli del pavimento pelvico. In caso invece di spasticità del pavimento pelvico (per esempio dove si avvertono dolori durante i rapporti sessuali) o di costipazione, il rilassamento della muscolatura pelvica può dare tanto sollievo. Nelle fasi del pre- e post-parto invece queste tecniche hanno un ruolo importantissimo di prevenzione.

Gli obiettivi della riabilitazione uroginecologica possono essere rappresentati dai seguenti punti:

  • recupero dell’attività muscolare e della forza dei muscoli del pavimento pelvico
  • recupero delle funzioni alla base della continenza volontaria
  • ripristino delle corrette sinergie e del comando
  • prevenzione delle recidive

Cos’è il Gyrotonic

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ATTENZIONE – Il Gyrotonic non è più un servizio che lo studio Kineos offre.

Il Gyrotonic è un metodo di allenamento ideale per sviluppare potenzialita fisiche in modo particolare degli atleti, danzatori, e di tutti coloro che aspirano ad un benessere psicofisico.

Agisce contemporaneamente su articolazioni, muscoli, tendini e legamenti per mezzo di movimenti tridimensionali. Essi vengono eseguiti in modo circolare sotto un costante controllo, con resistenze variabili e che coinvolgono tutto l’apparato muscolo-scheletrico.

Il gyrotonic tende ad aumentare la capacità funzionale della colonna vertebrale, rendendola quindi meno predisposta agli infortuni. Conferisce inoltre una postura corretta ed elegante alla persona, riduce l’accumulazione di microtraumi da stress, e tende ad aumentare in maniera considerevole la flessibilità, la resistenza, la tonicità, la forza e l’agilità.

Gyrotonic come tecnica riabilitativa

Il gyrotonic viene spesso utilizzato anche in terapie di riabilitazione sia da medici che da fisioterapisti. In questo caso è generalmente rivolto a sportivi, amanti del fitness ma anche neo-mamme e anziani.

Ecco un video rappresentativo:

La sfera magica

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La sfera magica

Chi non si è mai chiesto il motivo per cui l’osteopata appoggia le sue mani sulla testa del paziente? Andiamo a spiegare…

Esiste un movimento che è presente nell’uomo sin dalla nascita ed è caratterizzato da un’attività ritmica che dura per tutta la vita: il movimento cranio-sacraleLeggi il seguito