Come può aiutare l’Osteopatia contro i dolori della scoliosi

Osteopatia aiuta contro i dolori della scoliosi

La scoliosi (il termine scogliosi è errato) è il problema spinale numero uno 1 tra i bambini e gli adolescenti. Questo disturbo colpisce fino al 5% dei bambini in età scolare. Inoltre, circa il 2% -3% della popolazione generale ha una qualche forma di scoliosi. Ci sono però buone notizie. La ricerca mostra che gli esercizi per la scoliosi, integrati con la dieta e con cambiamenti dello stile di vita, possono aiutare a trattare questa condizione.

Ciò è particolarmente importante, poiché dopo la diagnosi, a molti pazienti e alle famiglie interessate viene assegnata una delle tre opzioni di trattamento della scoliosi:

La scoliosi fa sì che la colonna vertebrale si curva in modo anomalo a forma di “S” o “C”. Normalmente non viene inizialmente prescritto alcun trattamento per la scoliosi fino a quando “l’angolo di Cobb” o angolo di curvatura della colonna sia progredito fino a 25 gradi. Si tratta dell’ angolo che si crea dall’intersezione delle due rette tangenti il piatto superiore e quello inferiore rispettivamente della prima e dell’ultima vertebra in cui c’è la scoliosi.

In questo periodo si tiene monitorata la situazione con visite regolari dall’ ortopedico. Possono essere effettuate lastre a raggi X per monitorare i progressi. Il problema è che durante questo periodo un paziente potrebbe trarre il massimo beneficio da aggiustamenti chiropratici, fisiatrici, esercizi spinali terapeutici perché il disturbo è ancora nelle sue fasi lievi.

Rispetto agli approcci terapeutici tradizionali, la cura chiropratica è ora un’area che offre molte speranze per i pazienti affetti da scoliosi. È stato dimostrato che aiuta a fermare la progressione della curvatura, alleviare il mal di schiena  e migliorare la qualità della vita in molti modi fondamentali, tutti con meno rischi e solitamente anche a un costo inferiore. Quindi, prima di intraprendere questi trattamenti tradizionali, prova i seguenti esercizi di scoliosi e piano di trattamento naturale.

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I pazienti che si sono rivolti a specialisti in terapia manipolativo osteopatico hanno dimostrato una riduzione media del 35 per cento nel curvatura spinale dopo appena 10 sedute. 

Gli esercizi di scoliosi insegnati e praticati aiutano effettivamente a riqualificare il cervello e rafforzare il nucleo e la spina dorsale, aiutando ogni cosa a lavorare insieme. I trattamenti mirano a modificare varie anormalità riscontrate con la scoliosi, tra cui: anomalie neuroanatomiche del tratto corticospinale, perdita di sensazioni, meccanismi riflessi, elaborazione del riflesso anormale e equilibrio posturale disordinato. L’obiettivo della terapia manipolativa chiropratica è ridurre la compressione meccanica e ripristinare la normalità della colonna vertebrale utilizzando concetti innovativi, come la vibrazione di tutto il corpo e le tecniche avanzate di ponderazione spinale.

Sono necessari esercizi isometrici spinali specifici per stabilizzare la colonna vertebrale che i pazienti possono successivamente fare a casa. Il metodo di correzione della scoliosi funziona ovviamente solo se c’è la partecipazione del paziente. In altre parole, la correzione ottenuta da qualsiasi medico non è permanente senza l’impegno del paziente a riabilitare i muscoli e i legamenti della colonna vertebrale che si sono deformati nel tempo in risposta alla scoliosi.

Puoi pensare al coinvolgimento attivo dei pazienti come parte del loro programma di trattamento della scoliosi come paragonabile all’igiene dentale e al vedere un dentista. Visitate regolarmente il vostro dentista e fate pulizie o altre procedure, ma siete comunque responsabili di lavarvi i denti, oltre all’uso del filo interdentale, ecc.

Come praticare autonomamente un massaggio anticellulite

Automassaggio contro la cellulite

La cellulite colpisce almeno l’80%delle donne ed è uno dei principali fattori di problemi fisici femminili che spesso portano a soluzioni chirurgiche o invasive come il laser, la cavitazione medica e la mesoterapia. Queste possono essere considerate procedure a rischio, anche per un adulto.

La cellulite si forma più spesso sulle cosce e conferisce alla pelle un aspetto granulare. Tuttavia ci sono metodi meno invasivi , insieme a creme anticellulite, per cercare di sbarazzarsene o quanto meno limitarla-

Come si forma la cellulite?

La pelle è composta da diversi strati di tessuti, tra i quali il tessuto adiposo ricavato da cellule adipose. Quando l’apporto di grassi diventa troppo alto, queste cellule grasse aumentano di numero e dimensioni a causa dell’eccesso di lipidi. Di conseguenza, creano deformazioni sulla superficie della pelle conosciute come cellulite e possono avere un effetto sugli ormoni – in termini di salute, quindi causa non solo problemi fisici ma anche psicologici.

Il massaggio è uno dei modi migliori per ridurre la cellulite.

Non solo migliora la circolazione intorno alla zona della cellulite (che ha l’ulteriore vantaggio di rimuovere le tossine dal tuo corpo), ma aiuta anche ad abbattere il grasso che causa la cellulite.

L’automassaggio o il massaggio assistito da un partner o da uno specialista è un ottimo modo per abbattere i depositi induriti e per coccolare il corpo.

Inizia con una carezza leggera usando movimenti lunghi e fluenti sulla pelle.

Lavorare dalle estremità verso il cuore per favorire l’aumento del flusso di sangue attraverso le vene periferiche e i capillari del sistema circolatorio.

Successivamente utilizza entrambe le dita per le aree più piccole come il ginocchio interno, le braccia o i polpacci e “impasta” a mano su aree più grandi come fianchi, cosce e pancia.

È un tipo di massaggio a compressione e sollevamento, simile a quando stai impastando.

Usa entrambe le tecniche manuali con fermezza per avvicinare il sangue alla superficie ed eliminare i depositi di tossine.

Assicurati di spremere, ma non troppo! Vuoi stimolare la circolazione verso quei punti problematici senza farti male.

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Fase tre, metti le mani a pugno per schiacciare quei brutti rigonfiamenti della cellulite.

Premi abbastanza forte da spezzare quei punti problematici e aiuterai a manipolare i depositi in modo che il metabolismo del tuo corpo possa gestirli meglio in modo naturale.

La quarta fase del programma di massaggio anticellulite è la manipolazione del tessuto superiore e viene effettuata afferrando un’ampia porzione dell’area problematica in ciascuna mano, assicurandosi che i pollici siano ad angolo retto.

Alla fine ritorna a massaggiare profondamente dalla periferia degli arti verso il cuore come avevi fatto all’inizio.

Questo tipo di massaggio profondo aiuta la circolazione linfatica e sanguigna , le tossine imprigionate vengono eliminate tramite la diuresi e mediante l’azione metabolica del drenaggio linfatico e del normale flusso sanguigno.

Il massaggio finlandese

Sfruttate al massimo la doccia post massaggio utilizzando una  spazzola per il corpo asciutta per incoraggiare ulteriormente l’abbattimento di eventuali depositi di grasso.

Usa sempre una crema o un gel efficace per migliorare i benefici del tuo massaggio.

Massaggiare fino alla completa assorbimento della crema, utilizzando movimenti ascendenti su tutto il corpo. La cellulite può mostrarsi solo in alcune aree ma è essenzialmente un problema di tutto il corpo. Per risultati ottimali, applicare due volte al giorno (mattino e sera).

Le sindromi dolorose osteo articolari, cause e cure naturali

Capsule naturali contro i dolori osteo articolari

“Naturalmente” a sostegno della mobilità di articolazioni e muscolatura

Le malattie e le sindromi dolorose a carico del sistema osteo-articolare e muscolare colpiscono gran parte della popolazione attiva non solo dopo i 60 anni, ostacolando la mobilità e riducendo la qualità di vita. Per contrastare le sindromi dolorose, spesso severe e persistenti, con decorso cronico e degenerativo da patologie come l’artrosi o l’artrite reumatoide, abitualmente si ricorre in primis al medico, alle indagini diagnostiche e infine alla cura con farmaci di sintesi. Questo non impedisce che sempre più spesso ci si rivolga anche all’erborista per evitare di ricorrere ai farmaci antinfiammatori di sintesi, o per lo meno per limitarne l’uso.

I fitoterapici possono essere di grande aiuto quando i loro principi funzionali vegetali hanno spiccate proprietà antinfiammatorie senza effetti dannosi per altri organi. Abbiamo bisogno di avere a disposizione una valida alternativa naturale che, in associazione ad un adeguato stile di vita, possa dare sollievo ai sintomi dolorosi e alla rigidità degli arti, e affronti le cause multifattoriali delle malattie osteoarticolari e della muscolatura, tentando di scongiurare gli effetti collaterali del farmaco di sintesi, specialmente i F.A.N.S. e i Cortisonici quando sono prescritti per lunghi periodi se non a vita per le patologie croniche.

Qui ci vengono in aiuto le migliori industrie farmaceutiche e di fitoterapici che con varie formulazioni di laboratorio, spesso oggetto di brevetto, trasformano in rimedi efficaci e sicuri le sostanze con principi attivi da piante, come in estratti titolati e standardizzati. Ricca è l’offerta sul mercato di prodotti fitoterapici quali soluzioni naturali, a basso rischio per l’organismo, contro gli stati infiammatori, edematosi, degenerativi dei tessuti dell’appartato osteo-articolare e muscolare. Qui compaiono piante di comprovata efficacia come la Boswellia, la Curcuma, il Tulsi, l’Artiglio del Diavolo, l’Uncaria; infatti con la globalizzazione la ricerca botanica ci ha condotto spesso a nuova conoscenza sui rimedi e le ricette da piante medicinali che non invece non sono nuove nella medicina tradizionale in aree geografiche del continente Indiano e Indonesiano, in Amazzonia, Asia, Africa, Yemen, e che noi abbiano ignorato nello loro utilizzo sanitario pur apprezzandole come aromi, per profumi e spezie alimentari come la Curcuma.

Boswellia e Curcuma acquistabili sul sito Vepharma.

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Vediamo in dettaglio due di queste piante da cui traiamo beneficio per le sindromi dolorose e le infiammazioni osteoarticolari. Innanzitutto, la Boswellia (Boswellia serrata) che è una pianta delle Burseracee, un albero con foglie cedue e corteccia grigio cenere, diffuso prevalentemente nella regione dell’Africa Mediterranea, in Oman, Yemen e nel Sud-Est Asiatico come nel territorio indiano, dove costituisce un elemento fondamentale della tradizione medicinale Ayurvedica. Dalla sua corteccia incisa si ottiene per colatura una gommoresina che essiccata diventa solida, trasparente ed aromatica. Il suo uso tradizionale è per scopi di cura, igienico-ambientali e religiosi. Il suo odore aromatico è simile a quello dell’incenso (Boswellia carterii) e contiene al 16% un olio essenziale. Contiene: Acidi Boswellici, Acidi triterpenici pentaciclici, Polisaccaridi, essenze (a-pinene, a-felladrene, alcoli sesquiterpenici, aldeide anisica, fenoli), fitosteroli.

L’estratto di Boswellia viene trattato nei fitoterapici per le sue riconosciute proprietà antinfiammatorie e risulta particolarmente efficace nelle patologie dolorose a carico dell’apparato muscoloscheletrico. L’attività curativa antinfiammatoria viene ricondotta alla presenza di acidi boswellici. Numerosi gli studi clinici che ne hanno confermato l’efficacia, paragonabile ai farmaci di sintesi, con assenza di effetti collaterali e la sua massima compatibilità con l’intestino.

La Boswellia è spesso associata con la Curcuma (Curcuma longa) altra pianta nota in Europa più come spezia indiana (detta anche Zafferano Indiano e base del mix di spezie che compone il celebre Curry). La Curcuma (Curcuma longa) è una pianta erbacea, perenne, delle Zingiberaceae con 80 specie, tra le quali la Curcuma longa che è la più utilizzata nell’alimentazione e nei fitoterapici. Il suo habitat è in Asia meridionale; si trova dall’India alla Malesia e in molte zone tropicali umide. La parte utilizzata è la radice, un rizoma cilindrico, ramificato, di colore arancio, aromatico.

Oltre ad essere un potente antiossidante e antinfiammatorio, svolge anche un’azione depurativa, coleretica e colagoga, utili per il fegato e la colecisti. La Curcuma oltre ad essere un potente antiossidante mantiene giovane e sana la cartilagine e si oppone al microambiente infiammatorio che alimenta il meccanismo patogenico.

È impiegata nella cura di molte patologie a carattere infiammatorio, inclusa l’osteoartrite grazie alle proprietà dei Curcuminoidi che inibiscono gli enzimi proinfiammatori, diminuendo la produzione di prostaglandine e altri mediatori; infine arresta la liberazione di numerose citochine e di interleuchine pro-infiammatorie.

Il giusto approccio alle cure

Anche se i fitoterapici riescono a contrastare efficacemente le sindromi dolorose e le infiammazioni dell’apparato osteo-articolare e della muscolatura è bene considerare che vanno affiancati dalla revisione dell’alimentazione e dallo stile di vita che se scorretti possono rallentare o vanificare le cure, quando non causano anche l’aggravamento dello stato infiammatorio.

Per esempio, gli alimenti favorevoli agli stati infiammatori sono: zuccheri, cereali raffinati, latte, uova, carne rossa ma anche bianca, quando il disturbo è cronico, in quanto il cibo animale è ricco in grassi saturi che aumentano l’acido arachidonico che favorisce la formazione di prostaglandine infiammatorie.

Questi cibi se associati ad alimenti raffinati aumentano l’acidosi organica, e può essere un forte fattore di irritazione dell’organismo e anche di membrane sinoviali e cartilaginee. Chiudono la lista degli alimenti da evitare: cibi industriali, quelli confezionati, conservati e raffinati, il caffè, gli alcolici e tutti gli alimenti verso i quali si è sviluppata intolleranza o allergia.

Cure naturali contro i dolori osteo articolari

Consigli per nutrirsi bene e restare in forma

Consigli per nutrirsi bene e stare in forma

La salute attraverso lo sport e una sana alimentazione

Le diete alimentari aiutano molto per per la propria forma fisica ma non serve solo questo, Per perdere peso e rimanere in forma bisogna anche praticare molto sport, ovviamente entro i limiti, ma comunque è pressoché necessario il movimento fisico.

Con lo sport di qualsiasi genere perdere peso è facile sopratutto se si pratica regolarmente ogni giorno.

L’alimentazione sana deve essere seguita da uno sport sano, gli studiosi hanno dimostrato che con soli 30 minuti di sport al giorno si migliora la ( pressione arteriosa ) e il ché vuol dire ridurre al 50% il rischio di molte malattie che aggrediscono il cuore, praticando sport o attività fisica si riduce anche la percentuale che possa nascere il diabete oppure i valori del colesterolo ( se il colesterolo è troppo alto è dannoso per il proprio fisico ) oltre al fatto di avere tutti questi benefici, eseguire del sano sport aiuta a diminuire lo stress ed il nervoso.

L’obesità non fa affatto bene, è a volte per liberarsi del peso in eccesso ci vuole molto tempo, ma sovrapponendo i cibi sani con il movimento si otterranno ottimi benefici.

Eseguendo gli sport si disperdono molti liquidi il che è un bene, Il grasso sciogliendosi si trasforma in sudore (liquidi) quindi quando si disperde il sudore si dimagrisce, sopratutto quando si eseguono sport faticosi in cui bisogna usare energia e forza.

Una buona dieta

Bisogna scegliere molto attentamente che cibi usare per un’alimentazione corretta e gustosa, la dieta non deve essere insapore, anzi deve far venire il desiderio di scegliere un alimento sano anzi che sceglierne uno poco sano.

Le verdure, La frutta, La carne bianca, Il pesce, tutti questi alimenti forniscono il benessere e il far bisogno quotidiano per il corpo, non bisogna sottovalutare il (mangiare poco)..

Mangiare poco è rischioso sopratutto perché non si assumono abbastanza vitamine nell’arco della giornata, bisogna mangiare sostanzioso ma leggero per essere in forma e al pieno delle energie.

Bere frullati è ottimo per la salute, unire frutta e verdura è consigliato per uno stile di vita sano, anche le tisane rilassanti aiutano a non spizzicare durante la giornata.

Desideri una dieta adatta a te ed alle tue attività? Richiedi una visita presso un nutrizionista.

I condimenti

I condimenti non devono essere esagerati, non bisogna esagerare con il:

  • Sale
  • Burro
  • Olio
  • Sugo
  • Formaggio

Non bisogna rinunciare al buon gusto ma solamente diminuire le dosi, cosi da non dover rinunciare neanche al pane o alla pasta, la disciplina in una dieta non deve essere ferrea al 100% qualche cosa di dolce la si può mangiare, come ad esempio il cioccolato fondente al 70%, questo dolce non fa ingrassare ma da energia e toglie lo sfizio di mangiare qualcosa con più zuccheri, è un metodo alternativo che aiuta a non sbagliare durante la dieta.

E’ meglio avere un nutrizionista per stare bene e informa?

Si, si consiglia quasi sempre di essere seguiti da un nutrizionista, perché l’alimentazione deve essere adattata al 100% alla persona, ovviamente anche in base al sesso (maschile o femminile) Bisogna adattarla al risultato finale che si vuole ottenere. Alcune volte è complicato capire quali alimenti il nostro corpo ci richiede per essere soddisfatto e anche per rimanere in ottima salute.

Molti alimenti contengono grasso e carboidrati che danneggiano con l’andar del tempo il corpo, essi hanno davvero un effetto negativo, perché assumendo certi alimenti si rischiano anche malattie gravi.

Grazie ad un nutrizionista si può avere un programma per il raggiungimento del proprio obbiettivo sia per l’alimentazione e anche per il movimento, ad esempio l’esercizio fisico come la ginnastica oppure altri sport.

Ovviamente c’è da dire che un nutrizionista oltre a fare programmi per perdere peso, crea programmi anche per far crescere la massa muscolare, oppure anche per mantene il proprio peso. Esso aiuta a far raggiungere il proprio obbiettivo velocemente senza alcun danno al proprio fisico e all’organismo, ecco perché un nutrizionista è un valido aiuto, oltre al fatto che ti segue ma anche perché può dare supporto durante tutto il programma da lui creato appositamente per te.

Essere seguito è motivato è una buona cosa, molte volte si prendono scuse per non iniziare una dieta oppure si trovano ostacoli per non eseguire attività fisica, magari perché si è troppo stanchi oppure non abbastanza motivati.

Avere un nutrizionista vuol dire non commette errori, ma essere sempre seguito, aiutato ed essere sempre motivato.

Esperienza personale

Qualche anno fa ero arrivata a pesare fino ad 80kg e io sono alta 1.67 cm, non riuscivo mai a perdere peso, trovavo ogni scusa per non alzarmi mai dal divano, volevo eseguire una dieta ma amavo davvero tanto i cibi con molti carboidrati e grassi, come ad esempio i panini o le pizze, quando mi sono pesata e ho visto che ero in sovrappeso di 20 kg sono andata immediatamente dalla nutrizionista, anche perché appena camminavo mi veniva il fiatone e non stavo molto bene, la nutrizionista mi ha rilasciato un programma che dovevo seguire alla lettera, e grazie al programma nel quale era compresa l’ attività fisica e una buona dieta adesso peso 60.2 kg e li ho persi nel giro di 3 mesi e mezzo.

Spero di essere stata abbastanza esaustiva sull’argomento, e in fine spero che questo testo sia stato d’interesse per tutti i lettori che si sono soffermati nella lettura di questo articolo, con motivazione si raggiungono gli obbiettivi, non bisogna mai abbattersi o arrendersi.

Dolori alla schiena? Ecco la soluzione al problema

Dolori alla schiena ecco la soluzione

Il dolore alla schiena, purtroppo, è un sintomo molto comune che si manifesta con diverse sfaccettature: in alcuni casi è un episodio sporadico di breve durata, in altri casi può trattarsi di un dolore che si protrae più a lungo, per qualche giorno o, nel peggiore dei casi, per qualche settimana. Talvolta si tratta semplicemente di indolenzimenti che si risolvono spontaneamente, in altri, purtroppo, è necessario ricorrere ad una terapia farmacologica adeguata strettamente prescritta da un medico competente.

Purtroppo si tratta di una patologia che colpisce uomini e donne, indipendentemente dalla loro età anagrafica e, nel peggiore dei casi, può palesarsi come fortemente vincolante per lo svolgimento delle normali attività quotidiane: spesso diventa faticoso anche solo alzarsi dal letto, pettinarsi, vestirsi. Altresì tale problematica non è riconducibile unicamente a persone che svolgono lavori fisicamente usuranti, ma può essere riscontrata anche in persone che svolgono mansioni sedentarie o che costringono a stare in piedi molte ore.

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Sport e alimentazione: validi alleati per prevenire il mal di schiena

Come gran parte dei dolori muscolari, un valido alleato per prevenire efficacemente il mal di schiena è uno stile di vita sano all’insegna dello sport e di un’alimentazione equilibrata. Il connubio di questi due elementi consente di mantenere un peso forma ideale, così da evitare (o quantomeno limitare) ogni tipo di sovraccarico sulla colonna vertebrale.

Dal punto di vista dell’alimentazione è consigliabile integrare la propria dieta con alimenti ricchi di calcio e di fosforo, nutrimenti che contribuiscono alla salute del rachide. Altresì, nel caso in cui il mal di schiena sia determinato dall’artrosi, è suggerito incrementare la quantità di cibi alcalinizzati (frutta e verdura ricca di magnesio) e, al contempo, aumentare il consumo di brodi e bolliti quali fonte di collagene.

Qualora il paziente sia una donna nella fase della menopausa sarebbe appropriato mangiare alimenti ricchi di fitoestrogeni (la soia è alimento per eccellenza ricco di tale componente). Infine si rivelano particolarmente utili anche pesce, crostacei, noci, olio di semi di lino in quanto ricchi di Omega 3.

Contestualmente, per quanto concerne l’attività sportiva, non tutte sono consigliate per chi soffre di problematiche alla colonna, infatti la scelta dello sport da svolgere, deve essere attenta e consapevole (se possibile condivisa con il medico curante dopo un’attenta analisi della propria personale situazione):

  • Camminata: attività sicuramente benefica purché vengano utilizzate le scarpe giuste (così da ammortizzare il contraccolpo con il suolo), si indossi una cintura lombare (per sostenere la schiena) e si presti particolare attenzione alla postura di schiena e spalle;
  • Nuoto: consigliato soprattutto perché il peso del corpo, immerso in acqua, è ridotto, tuttavia va assolutamente ricordato che non tutti gli stili vanno bene per chi soffre di problematiche alla schiena (ad esempio lo stile “rana” non dovrebbe essere praticato);
  • Yoga e Pilates: consentono di migliorare la muscolatura così da “supportare” la colonna vertebrale nel mantenimento della stabilità e della mobilità. Queste attività sono ideali anche perché aiutano a contrastare la tensione muscolare.

Da ricordare che l’attività fisica deve essere progressiva, moderata e svolta in maniera corretta, per questo, almeno all’inizio potrebbe essere consigliabile (e utile) farsi supportare da un esperto. Attività fortemente sconsigliate sono la corsa, la pesistica e il ciclismo in quanto la schiena potrebbe essere sollecitata troppo bruscamente.

Problemi posturali e fisioterapia

Spesso i problemi di schiena non sono associabili unicamente a sforzi o a movimenti scorretti. La sedentarietà e/o una postura poco consona possono determinare contrazioni che causano dolore di diversa tipologia, più o meno intenso e protratto nel tempo.

Le diverse tipologie di mal di schiena vengono classificate in base alla loro localizzazione. Si parla di lombalgia quando il dolore è localizzato nell’area lombare, di lombosacralgia nel caso in cui la dolenza sia riferita in corrispondenza dell’osso sacro, infine si parla di lombosciatalgia quando la fitta si irradia anche al nervo sciatico, interessando quindi arti inferiori e glutei.

Un valido supporto nella risoluzione delle problematiche citate, soprattutto per intervenire tempestivamente, è la fisioterapia che, se svolta da personale competente e qualificato, si rivela un valido alleato per poter arginare, in tempi brevi, le complicazioni a patto di individuare, successivamente, uno stile di vita sano.

Sicuramente per alleviare il dolore e poter tornare a condurre, in tempi brevi, una vita normale, la strada più facile consiste nella terapia farmacologica che, purtroppo, non è in grado di modificare il nostro modo di vivere e quindi non consente di prevenire episodi futuri di contratture o indolenzimenti.

A tal proposito, è consigliabile, una volta risolto l’episodio acuto di malessere, intervenire rivedendo il proprio stile di vita, facendosi supportare da personale competente (fisioterapista, personal trainer etc) che sia in grado di consigliare il paziente nel miglio modo possibile, basandosi sulle sue peculiarità.

Altro elemento importante per poter prevenire adeguatamente il mal di schiena è mettere in atto pratiche e abitudini corrette: evitare di avere per periodi troppo lunghi delle posture scorrette, sollevare i carichi in maniera adeguata (piegando le ginocchia, mantenendo busto e spalle in posizione dritta e portando il peso quanto più vicino possibile a sé stessi), infine evitare scarpe con il tacco (limitandole a poche ore della giornata o ad occasioni speciali) e prediligere scarpe comode.

Dolori durante la gravidanza della donna – si può usare l’elettrostimolatore?

Dolori durante la gravidanza

La gravidanza comporta mutamenti fisici e psichici nella donna. Sono diversi i disturbi a cui si va incontro e che cambiano anche in base al mese di gestazione. I primissimi mesi il principale disturbo è la nausea che può essere accompagnato pure dal vomito. Mentre, ad esempio, nell’ultimo periodo di gestazione il problema principale deriva dal mal di schiena, vista la pesantezza del pancione.

Disturbi vari che possono essere combattuti con più metodi, scopriamo quali.

Disturbi in gravidanza: rimedi

Innanzitutto va specificato che è bene non assumere farmaci, a meno che non siano stati prescritti dal ginecologo, se no si rischia di fare dei danni al feto. Premesso ciò, aggiungiamo come i dolori più comuni possono essere “alleggeriti” con delle piccole accortezze.
In basso elencheremo i disturbi più ricorrenti e con quali soluzioni intervenire.

  • Inestetismi della pelle: è possibile utilizzare delle creme apposite. Non ci sono controindicazioni per il feto in tal caso.
  • Gambe pesanti: la soluzione migliore è eseguire degli esercizi fisici o indossare delle scarpe comode (quindi da evitare i tacchi vertiginosi). Inoltre, la notte è bene mettere un cuscino sotto i piedi così da avere le gambe un po’ alzate.
  • Crampi a piedi e gambe: in tal caso bisogna semplicemente eseguire dei massaggi e si consiglia pure di bere tanta acqua e di assumere molto potassio. E fortunatamente sono diversi gli alimenti che ci vengono in aiuto, come ad esempio le banane o, magari, il parmigiano.
  • Dolori alla schiena: inevitabili col crescere del pancione e spesso il dolore diventa insopportabile, tanto che si pensa all’utilizzo di antidolorifici. Ebbene, meglio evitare così come è meglio evitare anche l’utilizzo dell’elettrostimolatore Tens, di cui approfondiremo meglio il discorso nel prossimo paragrafo.
    Di certo però, tra le soluzioni migliori vi è quello di indossare calzature comode e mantenere una postura il più corretta possibile. Pure l’attività fisica non guasta purché eseguita correttamente.

Dolori durante la gravidanza? Richiedi una visita presso un osteopata.

Elettrostimolatore Tens contro i dolori alla schiena: si può usare in gravidanza?

Innanzitutto specifichiamo cos’è l’elettrostimolatore Tens. Ovvero: un dispositivo elettronico che tramite le correnti elettriche a bassa frequenza (che vengono trasmesse alla zona dolorante grazie all’uso di appositi elettrodi) riesce ad intervenire sul dolore in modo da eliminarlo (attenzione però: interviene solo sulla fitta, non su ciò che la provoca).

Quindi, viene usato per motivi decisamente diversi rispetto a quelli per cui viene adoperato l’elettrostimolatore Ems (quest’ultimo utilizzato come supporto all’allenamento e per la riabilitazione).

E vista l’utilità dell’elettrostimolatore Tens ci si interroga spesso sull’uso di tale dispositivo in gravidanza. Ebbene, per il periodo di gestazione è sconsigliato l’uso dello stimolatore. Pareri contrastanti, invece, sull’uso al momento del parto, visto che alcuni ospedali permettono (previa approvazione del cardiologo) l’utilizzo dell’apparecchio, visto che riesce ad alleviare i dolori del parto.
Nessun problema, invece, per ciò che riguarda l’uso del dispositivo post-parto.

L’elettrostimolatore Tens si può utilizzare per vari dolori come, magari, la cervicale, la tendinite, i dolori mestruali, la lombalgia, l’epicondilite, l’osteoartrite e tanti altri malesseri fisici. E se si è interessati a saperne di più su questo dispositivo elettrico (per ciò che concerne i modelli, i benefici e i campi di utilizzo) si può visitare questa pagina di approfondimento.

Disfunzione somatica e osteopatia: ristabilire equilibrio e armonia

Disfunzione somatica ed osteopatia

Cosa s’intende per Disfunzione somatica in Osteopatia? Questo termine, chiamato anche lesione osteopatica, si associa ad una funzione alterata o compromessa di elementi del corpo (sistema somatico) come strutture muscolo-scheletriche, miofasciali o sistemi come quello linfatico, cardiovascolare, neurale. La funzione compromessa può riguardare anche organi o visceri. Questo tipo di disfunzione viene considerata responsabile di diversi disturbi anche in aree distanti da quelle che interessano la disfunzione stessa.

Per l’Osteopata, normalizzare la funzione compromessa è essenziale per ripristinare la mobilità ed il meccanismo fisiologico dell’intero sistema muscolo-scheletrico.

Approfondiamo l’argomento spiegando cos’é l’Osteopatia. Un buon Osteopata si riconosce da un titolo specifico rilasciato da una scuola affidabile. Le associazioni più rappresentative degli Osteopati italiani (ROI, AIMO, AIMM, FeSIOs, UPOI) hanno creato il Consiglio Superiore di Osteopatia al fine di ottenere il riconoscimento ufficiale della professione nel nostro Paese. Il riconoscimento ufficiale è avvenuto nel 2017. L’Osteopata è, attualmente, un medico a tutti gli effetti.

Il Centro Ryakos di Napoli, moderna struttura che unisce alla Fisioterapia d’Avanguardia trattamenti di Osteopatia, ci ha permesso di scoprire più da vicino in che modo la Disfunzione somatica può essere trattata e risolta.

Non perdere forza vitale dal tuo organismo, richiedi una visita specialistica osteopatica.

Disfunzione somatica in Osteopatia: chi è e cosa fa l’Osteopata

L’Osteopatia, in parole semplici, può essere definita come la ‘lettura del corpo’ attraverso le mani per la diagnosi e la cura mirata a ripristinare il corretto funzionamento dell’organismo.

Secondo la visione osteopatica, la malattia altro non è che il tentativo dell’organismo di resistere per ritornare al suo stato di benessere (omeostasi).
In altri termini, la Disfunzione somatica è una diminuzione della forza vitale in un tessuto che si manifesta con una diminuzione della mobilità, della vibrazione, capacità di espansione e retrazione. Questa disfunzione è il primo step verso la patologia.

Trattando il corpo nella sua globale armonia, l’Osteopatia nella sua visione olistica si fonda su tre principi essenziali:

  • Auto-guarigione: un corpo che funziona correttamente racchiude in sé tutti gli strumenti necessari per eliminare o prevenire patologie;
  • Rapporto struttura/funzione: struttura e funzione sono imprescindibili. La prima controlla la funzione, quest’ultima condiziona la struttura;
  • Unità dinamica dell’organismo: il corpo è uno, inscindibile, unico. La sua unità è localizzata a livello del sistema mio-fascio-scheletrico che riunisce le diverse parti che lo compongono, collegate internamente fra loro.

L’organismo è sano quando è in totale armonia.

La diagnosi osteopatica per individuare la Disfunzione somatica

L’Osteopata non si limiterà mai a curare semplicemente i sintomi (come nel caso della terapia farmacologica). Esegue la sua personale diagnosi per individuare la causa reale che scatena qualsiasi patologia o disturbo.

La diagnosi osteopatica non ha niente a che fare con la diagnosi tradizionale: comprende anamnesi, osservazione, palpazione percettiva e test di mobilità attiva e/o passiva per identificare parametri associati a dolorabilità, asimmetria, range di movimento, cambiamenti tissutali (fibrosi, edema, rigidità, atrofia). La dolorabilità è l’unico parametro soggettivo.

Ogni Osteopata fa la sua personale diagnosi: alcuni integrano la visita con l’Esame Baropodometrico o la pedana stabilometrica per controllare la condizione posturale globale del paziente. Strumenti ed apparecchiature a parte, la bravura di un Osteopata si misura principalmente sulla capacità di individuare le cause e sull’abilità manuale di rimuoverle.

Dopo la diagnosi, pianificherà una terapia adeguata e personalizzata, che punta ad eliminare il problema, l’ostacolo, il blocco responsabile della patologia o disfunzione somatica.

Le tecniche osteopatiche per trattare la Disfunzione somatica

L’intervento dell’Osteopata non è invasivo: usa soltanto le mani, nessun farmaco. Tratta qualsiasi tipo di patologia e struttura: dall’artrosi a problemi cardiovascolari e polmonari, da disturbi all’articolazione temporo-mandibolare a problemi visivi, malattie infettive, viscerali, ghiandolari, allergiche, disturbi muscolo-scheletrici, digestivi, neurologici, neurovegetativi, genito-urinari.

I campi di applicazione sono: sportivo, traumatologico, odontoiatrico, viscerale, ginecologico e pediatrico.

L’Osteopata utilizza diverse tecniche che fanno parte di 4 principali categorie:

  • muscolo-scheletrica (strutturale);
  • craniosacrale mirata a liberare la mobilità delle ossa, in grado di allentare tensioni, stress, traumi che ostacolano il buon funzionamento del corpo;
  • miofasciale che si concentra su muscoli e fasce;
  • viscerale considerando che tra visceri e struttura muscolo-scheletrica esiste una correlazione molto stretta ed una reciproca influenza.

La manipolazione dolce e graduale rappresenta il trattamento specifico, efficace, risolutivo.

Il trattamento osteopatico può essere effettuato nella zona interessata al sintomo ma, generalmente, viene eseguito nell’area associata alla causa che determina il sintomo (che può essere un’articolazione, un viscere, un muscolo, una fascia, ecc.).

In caso di perdita di mobilità, l’Osteopata interviene per ristabilire un equilibrio strutturale, viscerale o neuro-vascolare. Il trattamento osteopatico mira ad eliminare la causa principale di ogni disturbo.

Dolori e fastidi da curare presso un fisioterapista per un podista amatoriale

Fisioterapia per curare dolori per un podista amatoriale

Podista amatoriale, importante è non trascurare i dolori e farsi seguire da un fisioterapista

L’importante è saper riconoscere il fastidio più dolente che può trasformarsi in un dolore acuto ed in seguito in un infortunio!

Riconoscerlo, a volte, può essere facile, ma altre no, perché il fastidio rimane silente in alcune situazioni e in altre invece si acutizza in dolore. In ogni caso, la cosa peggiore che si possa fare è continuare a correrci sopra, trascurando il dolore e nascondendolo con anti-infiammatori.

Il fastidio e il dolore possono essere campanelli di allarme per un infortunio per cui come anticipato è fondamentale prendersene cura.

In questo caso risulta dunque necessaria la visita presso un esperto in materia, generalmente un fisioterapista.

Questa figura professionale NON può, sia per legge che per preparazione e formazione accademica, fare una precisa diagnosi e prescrivere una cura farmacologica. Solo un medico specialista, ad esempio un ortopedico, il quale ha studiato tre volte gli anni del fisioterapista, può fare una corretta diagnosi e prescrivere una cura farmacologica e fisioterapica qualora la ritiene necessaria.

Ricapitolando dunque, in prima battuta è necessario recarsi dall’ortopedico, oppure si può approfittare della prima consulenza di uno studio fisioterapico per consigliarvi un semplice riposo e fornirvi dei consigli tecnici oppure, in casi gravi, è consigliata una visita da uno specialista ortopedico.

Un atleta che corre maratone anche se amatorialmente può facilmente incorrere in acciacchi e dolori. Fatti seguire da un fisioterapista.

E’ sempre più diffusa una figura che affianca il fisioterapista, ovvero il masso-fisioterapista, il classico “massaggiatore”, che non ha conseguito nessuno titolo di studio e che non deve essere confuso un fisioterapista professionista che, oltre ad effettuare la masso-terapia, agisce con tecniche e strumenti fisioterapici idonei al dolore e all’infortunio in atto, e che ha ovviamente frequentato un’università e conseguito una laurea, sostenendo esami e frequentando tirocini e tutta la prassi che richiede.

Il massaggiatore NON può quindi avere la preparazione idonea per affrontare e riconoscere un infortunio. Ovviamente, nel corso della vostra vita, potreste incontrare un medico che sbaglia diagnosi e/o non riconosce l’entità dell’infortunio, mentre un fisioterapista o un massaggiatore potrebbero riuscirci; questo può avvenire in quanto oltre all’esperienza professionale, c’è anche un’esperienza sportiva nella cura dell’atleta oltre al paziente “standard”.

Uno sportivo amatoriale, dovrebbe scegliere con cognizione le figure professionali che lo seguiranno nella carriera podistica, e/o nel suo sport amatoriale.

Il consiglio migliore è quello di rivolgersi a figure professionali che siano a loro volta sportivi e che comprendono al 100% tutte le problematiche che uno sportivo amatoriale dovrà affrontare. Spesso la miglior cosa è ascoltare il proprio corpo, ma il podista amatoriale ha le endorfine sempre a 1000, soprattutto in procinto di partecipare ad una gara, che sia una mezza maratona o una maratona (visitare https://www.maratoneitalia.it per maggiori informazioni), e la voglia di correre e di non fermarsi è sempre tanta… ma conviene non ricorrere ad una cura ‘‘fai da te’’ e, nel caso in cui avete scelto di rivolgervi ad un ortopedico e/o fisioterapista, bisogna evitare di non dargli ascolto!

Come ultimo consiglio ma non per importanza, un buon riposo, è la miglior cura medica e fisioterapica che possa esistere, ma delle volte, da sola non basta, e può portare ad una guarigione non proprio ottimale che potrebbe aumentare il rischio di infortuni recidivi.

Grazie al trattamento fisioterapico si guarirà meglio e più velocemente per ritornare a correre al più presto!

Il rigurgito nel neonato: i sintomi e cosa fare per risolverlo

Rigurgito del neonato, sintomi e come risolverlo

Ansia e insonnia, come risolvere il problema

Spesso spauracchio di moltissime neomamme, il rigurgito nel neonato è un fenomeno frequente che avviene soprattutto in concomitanza della poppata o durante la digestione.

Improvvisamente fuoriesce una certa quantità di latte e saliva dalla bocca del neonato: questo è il rigurgito.

Di solito compare già fin dalle prime poppate per poi scomparire entro i 18 mesi del bambino. Questo significa che il rigurgito si può manifestare anche con l’introduzione delle prime pappe.

Si distinguono 3 tipi di reflusso nel neonato:

  • Rigurgito fisiologico. Questo avviene in modo saltuario in concomitanza delle poppate, si tratta di un fenomeno che non deve destare alcuna preoccupazione
  • Rigurgito cronico. In questo caso il rigurgito ha effetti sulla salute del neonato rallentando la sua normale crescita, soprattutto in termini di peso. E’ necessario consultare il proprio pediatra
  • Rigurgito sintomatico. Il neonato cresce in modo normale sebbene si verifichino molti episodi di rigurgito

Come spiega il portale www.retehphitalia.it , la causa principale del rigurgito nel neonato è l’immaturità dell’apparato digerente, in particolare del cardias, la valvola cha ha il compito di bloccare il cibo nello stomaco evitandone la risalita verso l’esofago.

Un’altra causa frequente è la foga che il neonato, a volte, mette nella poppata e questo avviene soprattutto quando il bimbo ha molta fame. E’ tipica la comparsa del rigurgito a seguito di un forte singhiozzo o di un ruttino.

In questi casi si parla di rigurgito fisiologico e, a parte la scocciatura, non presenta problemi per la salute del piccolo.

Nel caso in cui, però, gli episodi di rigurgito siano davvero molto frequenti e si noti un calo della crescita del neonato è bene consultare il proprio pediatra per valutare il quadro generale.

Solitamente vengono prescritti degli addensanti da mescolare nel latte, questo per rendere i liquidi più pesanti e quindi più facili da trattenere nello stomaco del neonato.

È sempre consigliata la visita presso un osteopata esperto prima e dopo il parto

Il reflusso gastroesofageo: come riconoscerlo e cosa fare

Un disturbo che può colpire il neonato è il reflusso gastroesofageo ovvero un passaggio improvviso del contenuto gastrico nell’esofago. Al contrario di quanto si possa pensare, è possibile che non ci sia rigurgito.

Può accadere, al contrario, che il neonato soffra di laringospasmi o forme di apnea. Esistono anche altri sintomi tipici del reflusso gastroesofageo come la difficoltà nella deglutizione, problemi respiratori, un bruciore retrosternale o una deglutizione dolorosa. Questo ultimo sintomo porta spesso il neonato a rifiutare il cibo per evitare di sentire dolore.

Questo disturbo è abbastanza frequente nei neonati fino al compimento del terzo mese di vita. Se il bambino presenta una curva di crescita più o meno normale bisognerà solamente avere un po’ di pazienza ed aspettare la remissione del disturbo.

L’unico vero pericolo del reflusso gastroesofageo è il rischio di soffocamento. Per questo motivo è utile adottare alcune accortezze:

  • Mantenere supino il neonato nella culla. In questo modo potrà, in caso di rigurgito, girare la testa in modo automatico per espellere il liquido senza rischi
  • Mettere un cuscino sotto il materasso per tenere più in alto il bambino
  • Stimolare il ruttino dopo la poppata tenendo il bimbo in posizione eretta per qualche minuto
  • Non far mangiare il neonato più di quanto sia necessario
  • Fare delle pause durante l’allattamento per permettere all’apparato digerente del piccolo di svolgere il suo compito in modo efficace
  • Utilizzare, previa prescrizione del pediatra, un latte artificiale più denso

Ansia notturna ed insonnia, ecco cosa fare

Ansia notturna ed insonnia

Ansia e insonnia, come risolvere il problema

Ci sono poche situazioni frustranti come il “passare tutto il giorno in uno stato di stanchezza cronica” dovuta all’insonnia.

Chiunque abbia faticato ad addormentarsi, guardando il soffitto per ore in cerca di un ispirazione sa di cosa parliamo. In quei momenti i pensieri che ti vengono in mente tendono ad essere tutt’altro che rosei. Potresti iniziare a considerare qualcosa di così innocuo come la tua lista di cose da fare per il giorno successivo, ma anche questo può rapidamente incutere preoccupazioni sulle tue paure più selvagge, ricordi imbarazzanti di cui nessun altro si preoccupa o si ricorda e terrificanti .

Al tuo cervello non importa che tu sia al sicuro nella tua camera da letto sotto la tua coperta, è impegnato a uscire in modalità di crisi a causa delle preoccupazioni ed ansie che accompagnano la vita di tutti i giorni.

La salute psicofisica è legata alla salute del nostro corpo, vieni a fare una visita di controllo con un esperto.

Perché ci si sente ansiosi durante la notte

Generalmente ciò che accade è la “ruminadei pensieri. Si pensa a tutti gli impegni, le preoccupazioni quotidiane.

Tutto ciò può portare a pensieri frenetici, aumento della frequenza cardiaca e difficoltà di respirazione, è un circolo vizioso: a causa della ruminazione non si dorme, e la mancanza di sonno peggiora lo stato di salute generale. La persona diventa ansiosa e timorosa perché sa che non dormirà un’altra notte, e poi il ciclo ricomincia daccapo.

Queste cose suonano familiari? Questa mancanza di sonno può aumentare la tua predisposizione all’ansia, il che ti rende molto più propenso a combattere gli stessi sintomi la sera successiva .

Secondo la “Fondazione per la cura ed i disturbi del sonno” circa una persona su tre in Italia soffre di una qualche forma di insonnia, che è definita come una “difficoltà a prendere sonno o dormire profondamente”.

Nelle forme più gravi si arriva a sintomi di panico, come il cuore che corre e il respiro affannato. In questo caso si tratta di problemi separati, ma non è raro che si manifestino insieme all’insonnia. Il panico e l’ansia possono essere terrificanti, ma sono curabili e capire da dove provengono è un buon primo passo.

Perché soffriamo di insonnia?

Spesso i problemi legati al panico si presentano su persone che sono molto “forti” e inclini a mettere tutto sulle loro spalle. In un certo senso, stanno chiedendo alle loro menti e ai loro corpi di tenere una quantità incredibile di responsabilità, senza l’opportunità di lasciarle andare.

Questo fenomeno è il motivo per cui il panico e l’ansia spesso si manifestano quando la nostra guardia è abbassata, come quando stiamo cercando di addormentarci. Prima che le persone lo capiscono, spesso si spaventano perché sembra così poco intuitivo provare panico nei momenti di rilassamento. Tuttavia, sapendo che possiamo prevedere un attacco di panico, lo controlliamo in modo sano.

Quando il panico e l’insonnia si presentano insieme, può essere difficile definire la relazione tra i due. A volte, l’ansia è parte della causa della tua insonnia. Altre volte, l’ansia e il panico si manifestano a causa della stanchezza indotta dall’insonnia che stai provando.

Quindi come si può risolvere il problema?

Vedere un medico è un passo importante per sentirsi meglio, ma ci sono anche alcune pratiche che puoi provare a casa, ad esempio sviluppare abitudini di consapevolezza.

“Il panico si basa spesso sulla vergogna e sul senso di colpa del passato o sulle preoccupazioni del futuro”, afferma Claudia De Masi psicoterapeuta a Roma.

Alcune pratiche di “consapevolezza”, quelle che focalizzano una persona sul qui-e-ora, sono incredibilmente efficaci nel ridurre i sintomi dell’ansia.

Prova a meditare lasciando che i tuoi pensieri siano “leggeri” e prova a “non interagire con loro”. Non combattere i pensieri, ma concentrarti sulla tua respirazione per aiutarti a “centrarti”. Riempi la pancia con l’aria, trattienila per due secondi, poi espira, si chiama “respirazione diaframmatica” e ha dimostrato come sia in grado di ridurre l’ansia e far rilassare.

Prova anche a praticare una buona “igiene del sonno“. Evita di guardare gli schermi luminosi prima di andare a letto, fatti una camomilla, mangia leggero e almeno due ore prima di andare a dormire, inoltre tieni il lavoro e le preoccupazioni della vita fuori dalla camera da letto.