Svezzamento: quando e come iniziarlo

Svezzamento neonato, come e quando farlo

I giusti accorgimenti per crescere in salute

Il latte materno è un alimento completo e garantisce tutti i nutrimenti che il neonato ha bisogno nei primi mesi di vita. Alcune mamme però, per svariati motivi ricorrono all’allattamento artificiale o misto. In ogni caso per tutti i neonati arriva il momento di passare a cibi solidi e diversi dal latte.

Ma quando è il momento giusto? Molte mamme se lo chiedono con una certa ansia e con molta preoccupazione per la salute del loro piccolo!

Esistono delle linee guida dettate dal Ministero della Salute e rispettate dalla maggior parte dei pediatri, che danno delle indicazioni alle neomamme. L’introduzione di alimenti diversi dal latte nella dieta di un neonato dovrebbe avvenire tra i quattro e i sei mesi di vita, non prima. Questa elasticità, che lascia le mamme sempre un po’ perplesse dipende dalla stato di salute del bambino: se cresce bene, cioè se il suo peso aumenta in modo costante, se dorme sereno, se si dimostra tranquillo e allegro, in questo caso lo svezzamento può essere posticipato, in caso contrario sarebbe meglio invece anticiparlo al quarto mese. La frutta frullata potrebbe essere un buon inizio con l’accortezza di fare molta attenzione a come il piccolo accetta il cucchiaino. Se la deglutizione avviene agevolmente senza accenni alla suzione, allora è il momento giusto per arricchire la sua dieta con piccole dosi di pappa. Ciò non toglie la somministrazione del latte materno o artificiale, che deve continuare anche nel secondo semestre di vita e oltre, magari proponendolo al bambino per uno spuntino a metà mattina e a merenda.

Spesso è consigliato per la salute del neonato l'affiancamento di un Ostepata

Durante la fase di svezzamento non esiste un ordine preciso dei cibi solidi da introdurre, che variano a secondo dei gusti della madre o dall’accettazione del bambino. In genere si inizia con banana, mela, pera frullata, il passaggio successivo sono le verdure cotte come patate e carote e crema di riso sciolta nel latte o nel brodo di verdure, si passa poi ai carboidrati come per esempio riso, mais tapioca e alle proteine, queste ultime date sempre con moderazione, come agnello, pollo, manzo, coniglio, pesce. La raccomandazione di pediatri, sottolineata anche dal Ministero della Salute, è quella di non esagerare con cibi salati e ad alto contenuto proteico come possono essere i formaggini, aggiunti alle pappe con lo scopo di insaporirle.

Questo errore, comune a molte mamme, potrebbe appesantire il metabolismo del neonato e inoltre orientarlo, da grande, verso un’alimentazione meno sana e sempre più saporita. Oltre al sale meglio non aggiungere zuccheri e miele che favoriscono la carie. Altri alimenti da evitare sono i formaggi grassi, il burro, i salumi per il loro alto contenuto di grassi, che favorisce l’obesità.

Meglio anche evitare cibi in scatola contenenti conservanti e optare per i più salutari cibi freschi. Un altro divieto nell’alimentazione dei bambini fino ai tre anni di vita sono i frutti di mare, che potrebbero essere fortemente inquinati, le carni e i pesci crudi che potrebbero contenete germi causa di infezioni intestinali, caffè, te perché hanno un alto effetto stimolante, causa di alterazioni di umore e del ritmo sonno -veglia, le bevande zuccherate, che non apportano benefici nutrizionali, ma favoriscono l’obesità e per finire tutti gli alcolici, che non dovrebbero essere somministrati fino all’età adulta in quanto causa irreversibile del danneggiamento delle cellule cerebrali e del rallentamento della crescita.

Come prendersi cura del neonato durante il parto

Osteopatia per una donna in gravidanza o per un neonato

Quando arriva il momento del travaglio la donna lo capisce subito. Inizialmente si avvertono dei dolori insoliti, insistenti, poi sopraggiunge un altro episodio molto significativo, quello della rottura delle acque, per arrivare al momento più delicato, l’inizio delle contrazioni, fino alla conclusione di tutto, ossia quello della nascita del bambino.

Per tutta la durata della gravidanza è altamente consigliato farsi seguire da un’Osteopata esperto nella fase pre e post parto, per prendersi cura al meglio di Mamma e sopratutto dell’infante. A tal proposito vi consigliamo un ottimo di rivolervi a Chiara Minghé del nostro Studio Kineos, una eccellente Osteopata a Pesaro, specializzata nell’Osteopatia in gravidanza e pediatrica.

Tutte queste fasi rappresentano la conclusione della gravidanza, ma anche un momento molto complicato, è quindi fondamentale che i medici agiscano nel migliore dei modi, affinché la donna possa partorire senza complicazioni e il neonato possa nascere sano e senza alcun tipo di problema. Egli infatti ha bisogno di maggiori attenzioni durante il travaglio, per impedire che subentrino delle complicazioni che possano mettere a rischio anche la sua salute, oltre a quella della sua mamma.

Ma che tipo di precauzioni si possono prendere per preservare la sua condizione fisica?

Tra i problemi che rischiano di verificarsi durante il parto, rientra sicuramente l’asfissia neonatale. Essa rappresenta un enorme pericolo, in quanto potrebbe causare dei danni neurologici irreversibili al bambino e, nei casi più gravi, anche la sua morte.

Essa è una condizione ad alto rischio, che provoca una scarsa ossigenazione, in grado di compromettere gli organi del neonato.

I casi di asfissia neonatale sono principalmente imputabili all’errore umano, come ad esempio un inadeguato monitoraggio del feto, o una conoscenza clinica insufficiente del paziente.
Per scongiurare questo tipo di eventi è entrata in gioco la tecnologia, infatti gli esperti, attraverso il progetto Remine, hanno sviluppato un software di supporto per i medici durante il parto. Esso si occupa di tenere sotto controllo i tre principali parametri: i movimenti uterini, le condizioni di salute della madre e quelle del neonato.

Talvolta potrebbero anche presentarsi casi di macrosomia fetale, ossia un peso del feto al di sopra della media che, in particolare, al termine della gravidanza arriverebbe a superare i 4/4,5 kg. L’importanza di monitorare il peso è giustificata da tutta una serie di rischi a cui potrebbero andare incontro, nei peggiori dei casi, sia la mamma che il bambino, anche se è giusto ricordare che abbiamo a che fare con percentuali molto basse.

Per quanto riguarda il neonato, uno dei maggiori pericoli potrebbe essere quello che riguarda la cosiddetta distocia di spalla, che a sua volta porterebbe anche a un rischio di asfissia e di danni cerebrali.

Questa condizione solitamente comporta la scelta di soluzioni alternative rispetto a quella del parto naturale, come ad esempio il taglio cesareo programmato, oppure un’induzione del parto, che generalmente si effettua a 39 settimane, in modo da scongiurare il rischio che il feto possa crescere ancora, aggravando ulteriormente la situazione.

Plagocefalia, cause e cura da un osteopatico

Plagocefalia, le cause della malattia e la cura del neonato presso un osteopata

La plagiocefalia è una anormalità del cranio che viene categorizzata sotto il nome di “dimorfismi”. Si tratta nello specifico della deformazione della testa del neonato durante i suoi primi mesi di vita, quando le sue ossa sono ancora morbide e più facilmente modificabili in base alle abitudini e le posizioni che tende ad assumere

Esistono tre tipi diversi di deformità cranio/facciali che si possono presentare in un neonato (plagiocefalia: quando i bambini dormono sempre sullo stesso lato;  brachicefalia: quando dormono sempre a faccia in su; e scafocefalia: quando dormono con la testa sempre da un lato), il termine sopra citato plagiocefalia è il più diffuso e viene utilizzato generalmente per descrivere tutti e tre i tipi di irregolarità del cranio (anche se così non sarebbe del tutto corretto).

Le principali cause di una plagiocefalia, possono essere suddivise in due macro-categorie, prima e durante il parto:

Prima del parto

  • Nascite premature
  • Forze compressive intrauterine

Sono la causa più comune delle irregolarità del cranio di un neonato.

Durante il parto

  • Forze extrauterine compressive

Un parto traumatico dovuto per esempio all’utilizzo della ventosa o del forcipe.

L’osteopata ha una percentuale molto alta di completo successo per casi di plagiocefalia posizionale. Dunque è molto importante far visitare il proprio bambino in tenerissima età, presso un’osteopata di fiducia.

“La plagiocefalia – si legge in un articolo pubblicato dall’osteopata Manuela Emili – rappresenta una componente strutturale accessibile attraverso cui i fattori neurologici inaccessibili possono essere influenzati e cambiati”.

Fonte:

http://www.tuttosteopatia.it/wp-content/uploads/manuela_emili.pdf

Mal di schiena: cause e cura attraverso un osteopata

Mal di schiena: le cause e la cura grazie ad un ostepata

Il mal di schiena è un problema piuttosto comune che colpisce gran parte della popolazione, generalmente il dolore viene localizzato nella zona lombare, ma molto spesso, si scatena all’improvviso, magari a causa di qualche movimento sbagliato o di una postura scorretta tenuta per un lungo periodo, e costringe il soggetto che ne è colpito a rimanere fermo anche per lunghi periodi di tempo.

Il dolore spesso viene placato attraverso l’utilizzo di farmaci antidolorifici da banco, che nella maggior parte delle volte non va a curare la reale causa che porta al forte dolore di schiena.

Quali sono le cause del mal di schiena?

Generalmente il mal di schiena viene addebitato alla presenza di alcune protrusioni discali, o addirittura ad un ernia a disco, entrambe patologie che pur essendo nella maggior parte dei casi asintomatiche, portano a lungo andare notevoli disturbi.

La presenta di una protrusione o di un ernia a disco impedisce il corretto riparto del pesi sulle vertebre della colonna, peggiorano il problema.

Le discopatie altro non sono che fuoriuscite del disco vertebrale dalla sua sede corretta, che provoca mal di schiena, se ad esempio tocca terminazioni nervose.

La diagnosi di queste patologie non è molto difficile, basta fare una tac oppure una risonanza, per riuscire ad individuare la deformazione delle vertebre della colonna.

L’importanza dell’osteopata per la cura del mal di schiena

L’osteopatia, un’evoluzione della medicina manuale che è possibile indicare anche come medicina olistica si basa sul concetto dell’unità del funzionamento dell’organismo umano.

La diagnosi che l’osteopata fa del mal di schiena è molto approfondita, parte dalla tradizionale indagine sullo stato di salute del paziente, per arrivare ad analizzare anche la sua postura e i suoi movimenti, arrivando ad una diagnosi globale e non solo limitata al problema della colonna vertebrale.

L’osteopata con il sapiente utilizzo delle mani valuta la possibilità che la causa del mal di schiena sia rinvenibile in una tensione addominale che pesa sulla zona lombare, oppure in uno stato d’ansia che si ripercuote sulla zona della schiena facendo sentire la persona stanza e senza forze. La cura offerta dall’osteopata tende a ristabilire il collegamento tra il cranio e la zona sacrale, aiutando il soggetto che soffre di questa patologia a riprendere le forze e reagire al malessere.

La cura dell’osteopata si basa quindi su manipolazioni che tendono ad aiutare l’allungamento dei muscoli, ed alleviare la presenza di dolori, queste manipolazioni vengono effettuate dilazionandole in varie sedute di venti o quaranta minuti, a seconda dei bisogni e delle situazioni del paziente, ogni settimana oppure una volta ogni quindici giorni.

Questi trattamenti possono affiancarsi a quelli della medicina tradizionale, quindi all’uso di antiinfiammatori e farmaci in casi molto gravi con presenza di dolore acuto, invece nei casi meno gravi la cura osteopata può addirittura sostituirsi alla tradizionale medicina. Questi trattamenti sono anche molto utili per abbreviare i tempi di recupero dopo aver sofferto di queste patologie per un tempo abbastanza lungo.

L’unica accortezza è quella di rivolgersi a persone specializzate nella pratica di questi trattamenti, informandosi presso l’associazione medici osteopati, dato che ad oggi i trattamenti possono essere fatti solo privatamente.

Problemi che è possibile curare con l’osteopatia

Cosa cura l'osteopatia, Studio Kineos a Pesaro e provincia (PU)

Spesso non sappiamo veramente cosa è possibile curare presso un osteopata di fiducia, ma sono veramente tanti i problemi a cui possiamo dare sollievo!

Vediamo un elenco dei principali problemi, ti invitiamo a contattarci tramite il form di contatto qui a fianco, qualora avessi necessità di informazioni o di un appuntamento per una visita specialistica.

I problemi che possiamo curare o alleviare presso un osteopata

I primi problemi più comuni in una persona (uomo o donna che sia), possono essere i seguenti:

Cervicalgia

Quando si parla di un problema cervicale (cervicalgia) si intende un dolore all’altezza del collo. Il dolore parte dal collo appunto e da lì si irradia alle spalle (trapezi) e, nei casi più gravi, alle braccia, rendendo difficoltosi anche i movimenti basilari che siamo abituati a fare abitudinalmente.

Lombalgia

La lombalgia è più comunemente detta mal di schiena ed è un disturbo molto comune fra le persone, che coinvolge i muscoli e le ossa della parte dorsale del corpo umano (la schiena). Essa, colpisce generalmente ad un certo punto della loro vita, ben il 40% delle persone. La lombalgia può essere classificata per durata, dolore o meccanica.

Cervico-brachialgia

La cervicobrachialgia è una condizione medica provocata dalla compressione di strutture nervose che fanno capo ai nervi spinali C5, C6, C7 e C8. Provoca principalmente dolore al collo e dolore a uno o entrambi gli arti superiori (in alcuni casi, braccia e mani compresi).

Sciatalgia e cruralgia

Cruralgia è il termine medico che indica la presenza di dolore lungo la faccia anteriore e/o interna della coscia (più comunemente chiamato sciatalgia), esattamente nella zona percorsa e innervata dal nervo crurale.

Cefalee muscolo tensive

La cefalea di tipo tensivo è la più frequente (90%) tra le cefalee (dolore provato in qualsiasi parte della testa o del collo). È caratterizzata da dolore di qualità gravativo-costrittiva al capo, spesso associato all’aumento del tono dei muscoli del capo e/o della nuca… Attualmente si ritiene che la cefalea di tipo tensivo non abbia una unica causa ben definita.

Vertigini e sbandamenti, disfunzioni tempero-mandibolari o qualsiasi traumatisma (lussazioni, fratture, distorsioni, colpi di frusta), sono solo pochi altri problemi che un osteopata è in grado di curare.

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La psicologia della nutrizione, scegli cosa mangiare

La psicologia della nutrizione, scegli tu cosa mangiare per stare bene

Avete mai sentito parlare della psicologia della nutrizione? Altro non è che lo studio psicologico che viene condotto su come le nostre scelte cognitive, ad esempio le decisioni su cosa vogliamo mangiare, influenzano la salute nostra generale in generale.

La psicologia della nutrizione è una continua ricerca che tenta di capire le relazioni tra il nostro comportamento nutrizionale e la salute, soprattutto quella mentale. In questo articolo, tratteremo alcuni aspetti di questo campo della psicologia, la nutrizione e l’obesità.

PN: Psicologia della Nutrizione

PN è l’abbreviativo di psicologia della nutrizione. Questo studio, è un sotto-campo della psicologia vera e propria. Nello specifico, si occupa di psicologia della salute. Questo sotto-campo della psicologia viene applicata in altri numerosi campi come nella dieta, nella nutrizione e nel marketing. Si tratta di un campo della psicologia piuttosto recente, probabilmente è per questo che non ne avrete mai sentito parlare.

Ha una breve storia che è stata iniziata per poter fornire informazioni e nuove conoscenze più approfondite nel campo della psicologia. Per quanto riguardano le principali aree sull’ambito della psicologia della nutrizione, esistono delle controversie. L’argomento principale di polemiche è sul fatto delle influenze psicologiche e dei comportamenti che influenzano la salute.
Un’altra polemica che possiamo trovare è sulla definizione di tutto ciò che si può definire sano o su tutto quello che si può definire normale in relazione alla nutrizione.

La nutrizione

L’argomento nutrizione in psicologia è definito come un atto o un processo di nutrimento. La psicologia è definita come uno studio della mente umana e del suo comportamento in relazione a un particolare campo di conoscenza o di attività. Nel nostro caso, il campo in particolare è la nutrizione. La psicologia della nutrizione è lo studio della mente e del comportamento in relazione al processo di assunzione e del’utilizzo del cibo. Lo scopo è di spiegare quali siano le ragioni psicologiche che potrebbero essere alla base di questa e di altre tendenze della salute. La psicologia della nutrizione guarda agli effetti psicologici interni e del perché le persone fanno quello che fanno, e di come sono plasmati e influenzati da stimoli esterni.

Origini della psicologia della nutrizione

La psicologia della nutrizione è un campo che è ancora nelle sue prime fasi di sviluppo. L’obesità ad esempio, è un problema in continua crescita sia in Italia che all’estero. La psicologia della nutrizionale sta dando molta importanza e popolarità nella società di oggi. Da quando è cresciuta, la psicologia nutrizionale ha influenzato direttamente e indirettamente la ricerca sulle diete, sulle etichette alimentari e sul modo in cui il cibo è commercializzato. Inoltre, anche sulla tecnologia alimentare e sull’atteggiamento delle persone nei confronti del cibo.

Le etichette alimentari

Le etichette sugli alimenti sono state messe sui prodotti alimentari per fornire ai consumatori tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni sull’acquisto di un determinato alimento. Gli psicologi dell’alimentazione hanno fatto ricerche su quanto siano influenti queste etichette sui consumatori che scelgono quali cibi acquistare. Secondo una ricerca, il consumatore medio tende a leggere le etichette e a prendere in considerazione le informazioni, in parte perché le aziende hanno iniziato a produrre alimenti con ingredienti più salutari. Tuttavia, molti di questi potenziali benefici per la salute sono oscurati dal continuo aumento dell’obesità e dei decessi legati sempre all’obesità, soprattutto negli Stati Uniti.

Le campagne di marketing per alimenti e bevande sono sempre più diffuse. Hanno una portata più ampia rispetto a qualche deccennio fa. Questo perché le risorse delle grandi aziende possono utilizzare altre forme pubblicitarie come i social media. Alcuni ricercatori sostengono che il drammatico aumento dei tassi di obesità sono almeno in parte, a causa di un aumento della commercializzazione del cibo negli ultimi 30 anni.

Dolori intercostali, cause e rimedi

Cause e rimedi dei dolori intercostali. Chiedi una visita specialistica allo Studio Kineos a Pesaro (PU)

I dolori intercostali consistono in una sensazione di dolore pungente che ha sede negli spazi fra le costole e che può derivare da disturbi nervosi, muscolari o osteo-cartilaginei.

Il termine “dolori intercostali” infatti si riferisce soprattutto ad una vasta gamma di sintomi dolorosi percepiti nella zona della gabbia toracica, in un’area compresa fra l’ombelico e la base del collo e si possono avvertire sia nella parte sinistra che nella parte destra.

Questa sensazione di dolore può essere collegata a diversi fattori che vanno da semplici disturbi collaterali a malattie più serie. A rendere più difficile la diagnosi è il fatto che il dolore che viene percepito all’interno della gabbia toracica non è sempre riconducibile alla zona nella quale si percepisce il dolore.

Caso rappresentativo è ad esempio il dolore cardiaco che ha origine dal cuore ma poi si propaga irradiandosi fino al braccio sinistro. I dolori intercostali possono presentarsi in vari punti ed in forme diverse: fitte alla schiena, dolori allo sterno, fitte al seno o dolori fra le scapole.

Oltre alla zona di individuazione del dolore possono variare anche la frequenza e la tipologia di quest’ultimo; esso infatti può essere continuo, acuto o intermittente e può presentarsi sia al mattino che di pomeriggio oppure di sera prima di recarsi a letto.

Cause dei dolori intercostali

Una delle più comuni cause dei dolori intercostali è rappresentata dal freddo, il cosiddetto “colpo d’aria”. Un altro fattore da ricollegare ai dolori intercostali può essere lo strappo muscolare, in particolare se si praticano esercizi in palestra che portano ad un allungamento eccessivo di muscoli situati proprio all’altezza delle costole. Altra causa dei dolori intercostali può essere una postura scorretta, assunta soprattutto quando si lavora diverse ore seduti dietro ad una scrivania.

I dolori intercostali possono essere provocati anche da nevralgie intercostali le quali causano dolore provocato dall’infiammazione dei nervi intercostali, anche questa dovuta spesso alle repentine variazioni di temperatura. I dolori intercostali possono essere anche di natura diversa; possono sopraggiungere per problemi legati all’apparato osteoarticolare come spondiloartrosi, scoliosi o ernia del disco, oppure avere altra origine legata a patologie tipo ulcera, ipertensione, colite, calcoli biliari, reflusso gastroesofageo o conseguentemente all’Herpes Zoster, chiamato più comunemente “fuoco di Sant’Antonio”.

Spesso anche la tosse è strettamente correlata ai dolori intercostali, magari come primo sintomo di una broncopolmonite o conseguentemente ad una bronchite; persino l’ansia può essere ricollegata ai dolori intercostali.

Insomma, sintetizzando: i dolori intercostali costituiscono un sintomo dalle origini abbastanza vaste per cui è preferibile non sottovalutarli ed affidarsi sempre con fiducia al proprio medico curante o, meglio ancora, con uno specialista. Egli infatti di certo sarà in grado di fugare ogni vostro dubbio e rispondere a qualsiasi domanda, prescrivendo eventualmente degli esami per un’indagine più accurata, specie se questo sintomo persiste, causando difficoltà di respirazione o altri sintomi.

Rimedi per i dolori intercostali

Come già detto, le cause dei dolori intercostali possono essere molteplici. Se essi sono causati da improvvisi sbalzi di temperatura, è bene coprirsi adeguatamente, meglio se con indumenti di lana, ed adagiare una borsa d’acqua calda sulla zona interessata.

E’ molto importante anche evitare di prendere freddo, esporsi a correnti d’aria o soggiornare in ambienti con aria condizionata, soprattutto se si è sudati. Poichè spesso il dolore è causato dalla respirazione accelerata, è molto utile non sforzarsi e provare a muoversi il meno possibile, respirando con calma e molto lentamente.

E’ fondamentale infatti restare calmi, rilassarsi e non fare grossi sforzi in quanto il dolore improvviso può facilmente mandarci in panico. Inoltre, facendoci pensare subito a qualcosa di seriamente grave, acuisce di molto la percezione del dolore. Se si avvertono dolori intercostali mentre si pratica attività sportiva, è opportuno prima rallentare e poi fermarsi seguendo degli esercizi di respirazione fino a quando le fitte non scompaiono.

Altro  rimedio per i dolori intercostali durante l’allenamento è quello di chiudere la mano a pugno, portandola sotto la gabbia toracica e spingendola dentro ruotando il braccio, e dunque la mano, di 90 gradi. Se i dolori sono circoscritti dietro la schiena, nei pressi delle scapole, potrebbero essere causati da algie o problemi muscolari; in questo caso per attutirli possono essere sufficienti dei rimedi naturali oppure si possono utilizzare farmaci antidolorifici (chiamati anche FANS), molto utili a calmare il dolore e a facilitare la guarigione.

Se il dolore è localizzato all’altezza del fianco destro, potrebbe trattarsi di qualche problema al fegato; al contrario, se è circoscritto al fianco sinistro si potrebbe trattare invece di problemi alle vie biliari.

Se le fitte sono ad intermittenza e ripetute nel tempo, allora è necessario recarsi in ospedale in quanto si potrebbe trattare di un problema più serio da non trascurare. Nel momento in cui dovesse verificarsi questo problema, è sempre meglio non rischiare e chiedere un consulto medico per andare più a fondo, soprattutto se si è un soggetto a rischio.

Chiara Minghè – Osteopata | Studio Kineos

Osteopatia, cura naturale sui neonati- Studio Fisioterapico ed osteopatico kineos - Chiara Minghè

Seguire il percorso di Osteopata è stata una scelta maturata, venuta nel tempo, come la mia passione per quella “macchina” perfetta che è l’uomo con le sue regole, la sua fisiologia e i suoi segreti. È nata quando ho deciso di abbandonare il percorso di studi diretto verso l’economia e catapultarmi in un mondo nuovo da quello che avevo studiato fino a quel momento e di tentare la sorte con il test d’ingresso alla facoltà di Fisioterapia.

Così doveva andare… passai subito l’ammissione alla facoltà di Fisioterapia con sgomento dei miei familiari che non pensavano riuscissi nell’impresa del passaggio da una scuola tutt’altro che ad indirizzo scientifico. Giunta al termine dei miei studi universitari, presso l’Università Politecnica delle Marche, ho iniziato subito a lavorare come fisioterapista in vari studi e a formarmi professionalmente attraverso vari corsi che hanno spaziato dalla Terapia Manuale classica, al bendaggio funzionale per gli sportivi, dal Kinesio Taping, al Mulligan Concept, dalla Mobilizzazione del Sistema Nervoso, al Kinetic Control e Trigger Point…

Non avevo ancora soddisfatto la mia sete di ricerca e così dopo una laurea e quasi 10 anni di esperienza lavorativa ho deciso di iscrivermi alla scuola di osteopatia. Un percorso di studio lungo 6 anni presso l’ A.I.O.T. Accademia Italiana di Osteopatia di Pescara che oggi mi ha portato ad essere Osteopata D.O. e membro del R.O.I – Registro Osteopati d’Italia“.

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Attraverso l’Osteopatia ho conosciuto e apprezzato il lavoro nell’ambito della Gravidanza e dei Neonati ed attualmente la mia formazione è rivolta verso questo interessantissimo ambito per aiutare mamme e bimbi nella loro crescita attraverso un approccio sullo Sviluppo NeuroPsicoMotorio che prevede l’accompagnamento del bimbo attraverso le fasi più critiche e importanti della sua evoluzione.

L’obiettivo del mio lavoro consiste nel permettere al paziente di prevenire, migliorare e risolvere la propria condizione patologica tramite un approccio naturale, volto a ritrovare equilibrio funzionale e fisiologico e movimento al corpo. Il paziente in Osteopatia è considerato nella sua totalità, non solo nella sua sfera prettamente fisica. Il fine del mio lavoro è quello di collaborare insieme al paziente per consentirgli di raggiungere il miglior stato di salute possibile.

E come diceva Still, il padre dell’Osteopatia:

“Quando tutte le parti del corpo umano sono armoniche abbiamo una salute perfetta, quando non lo sono l’effetto è la malattia. Quando le parti vengono risistemate la malattia cede il posto alla salute.”
A.T. Still

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Come curare l’incontinenza durante la gravidanza

Come contrastare l'incontinenza durante la gravidanza, prima e dopo il parto

L’incontinenza in gravidanza colpisce circa il 24% delle donne ed è un disturbo veramente molto fastidioso. Esso si manifesta generalmente verso la fine dell’attesa e dopo la nascita del piccolo.

Ecco alcuni consigli da seguire per tentare di contrastarlo.

Come contrastare l’incontinenza durante la gravidanza della donna

Per prima cosa ricordatevi di affidarvi ad un dottore di fiducia, esperto nella gravidanza che vi segua passo passo prima e dopo la nascita del vostro piccolo. È inoltre consigliato anche fare una visita osteopatica, presso uno studio con esperienza nel trattamento di donne in gravidanza.

In termini medici sentirete spesso parlare di “incontinenza urinaria da sforza“, che non è altro che quanto accennato poco fa.

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Terapia pre e post-parto

Prevenire il disturbo è più semplice che curarlo

Avete mai sentito parlare della regola delle tre A?

Per contrastare l’incontinenza in gravidanza, una delle strategie spesso consigliata è la prevenzione, seguendo una regola chiamata “delle tre A”: autocoscienza, allenamento, automatismo.

La preparazione alla nascita, può diventare una occasione per “prendere confidenza” al 100% con il muscolo del pavimento pelvico. Esso tende ad aprirsi e chiudersi anche a seconda del nostro stato emotivo e del modo in cui respiriamo. L’apertura e la chiusura di tale muscolo è infatti direttamente coinvolta nell’atto del rapporto sessuale.

Esercizi di respirazione e particolari posture, la donna impara a percepire bene questa parte del corpo a molti “poco conosciuta”.

Un possibile esempio di esercizio è il pipì-stop: a chi non è mai capitato? Consiste in dover interrompere per un qualsiasi motivo il flusso di urina.

“Bloccarla” volontariamente può essere utile ad una specie di test per assicurarsi che il movimento compiuto sia effettivamente quello giusto. Attenzione, però: si tratta di una prova, non abusate di questo esercizio, in quanto a lungo andare potrebbe provocare uno svuotamento incompleto della vescica e, di conseguenza altri grossi problemi, ad esempio un ristagno di urina.

3 grandi errori da evitare durante la gravidanza

Errori da evitare

Oltre che con una ginnastica controllata e continua che tendi a rafforzare i muscoli, l’incontinenza si può prevenire (perchè è sempre più semplice prevenire anzichè curare), correggendo alcune cattive abitudini.

Ad esempio:

  • cerca di non ingrassare: i chili di troppo, presi durante la gravidanza, pesano anche sul pavimento pelvico e lo indeboliscono.
  • attenzione ai lavori domestici faticosi: per esempio sollevare pesi, spostare mobili aumenta la pressione addominale, favorendo il disturbo. Cercate di far fare al vostro partner questa tipologia di lavori.
  • combatti la stitichezza: per le strutture pelviche, esso rappresenta uno stress cronico. Per sfavorire la stitichezza durante il periodo pre-parto, favorisci un’alimentazione ricca di fibre (cereali integrali, frutta, verdura) da associare a una adeguata assunzione di liquidi (1 litro e mezzo al giorno) e ad una regolare attività fisica.
Competenza
Cordialità e serietà

Di cosa si occupa l’osteopata? Cosa cura?

Di cosa si occupa l'osteopata? Che cosa cura? Studio osteopatico Kineos a Pesaro

L’osteopatia è quella branca della fisioterapia che si occupa della correzione e della cura delle patologie, più o meno gravi, presenti sia nelle ossa che nei muscoli. Tale correzione avviene mediante l’applicazione di tecniche rientranti nella categoria della digito-pressione e a quelle comprese invece nella categoria della palpazione. Ad ogni paziente verrà applicata la tecnica opportuna in base alla patologia presente. Sono cinque i campi anatomici sui quali l’osteopatia comporta numerosi benefici, vediamo insieme quali sono.

La correzione delle patologie muscolo-scheletriche

L’osteopata interviene in maniera indiretta sul problema, agendo dunque sull’origine della patologia. Questo concetto è valido specialmente per l’applicazione delle tecniche volte a correggere eventuali problemi e patologie presenti sia a livello muscolare che a livello scheletrico. Proprio per questo motivo le sedute presso l’osteopata sono molto indicate per i pazienti geriatrici, ma anche per quelli sportivi, per coloro che soffrono di mal di schiena e per coloro che possiedono tensioni a livello muscolare dovuti a stress e eccessivo affaticamento sia fisico che neurologico. L’osteopata corregge inoltre tutte le defezioni presenti a livello dorsale, lombare e cervicale, si occupa dei reumatismi, delle distorsioni e delle contratture. Un ulteriore problema molto comune è sicuramente quello del tunnel carpale. Tale patologia è risolvibile se trattata in maniera costante dall’osteopata, così come tutte le patologie dovute ad asimmetrie della colonna vertebrale o del bacino.

La cura delle patologie a livello cranico e sacrale

Emicranie e cefalee rientrano tra i disturbi maggiormente posseduti dalle persone. Queste patologie possono derivare da eventuali problemi scheletrico-muscolari di tipo strutturale ma anche dall’eccessiva esposizione a fonti di stress sia a livello mentale che fisico. L’osteopata tratta questi tipi di problema, risalendo alla causa che ha generato la patologia ed agendo su di essa mediante tecniche particolari e specifiche. Nello specifico le tecniche utilizzate per tutte le affezioni presenti a livello cranico-sacrali hanno come obiettivo quello di ristabilire l’equilibrio nel sistema respiratorio, agendo di conseguenza sia sulle strutture ossee che su quelle muscolari, senza tralasciare le parti legamentose, dell’intera area anatomica. Le patologie di questo genere, come ad esempio la cefalea, sono spesso associate ad altri disturbi, quali nausee, vomiti e capogiri. La risoluzione del problema avviene dunque tramite un approccio olistico, che dunque coinvolge l’intero corpo e non solo la zona interessata dalla patologia.

La correzione dei disordini odontoiatrici

L’osteopatia è inoltre molto importante ed efficace anche per la risoluzione di alcune patologie e di alcuni disordini muscolari e ossei che incidono negativamente sull’intero apparato odontoiatrico. Uno dei problemi maggiormente trattati dall’osteopata è il bruxismo. Tale patologia si riferisce al digrignamento notturno o diurno, che comporta una celere erosione del dente. Un altro disordine presente in questo particolare apparato è quello relativo ai diversi casi di malocclusione. In particolare questo difetto comporta conseguenze negative soprattutto quando alla malocclusione è collegata la cattiva masticazione, che influenza l’intero processo digestivo. Esistono inoltre patologie che riguardano i blocchi articolari della mandibola, generalmente molto dolorosi, che incidono sulle orecchie e sulla masticazione.

La cura dei problemi patologici a livello viscerale

I ”mal di pancia” sono malesseri che periodicamente si presentano in ogni persona. I dolori provocati da questa sensazione possono però presentarsi in maniera costante e quotidiana diventando un vero e proprio disturbo. L’osteopatia agisce in maniera positiva riducendo la frequenza con la quale il problema si presenta e andando a ricercare la causa che ha provocato il dolore. Innanzitutto l’osteopata può intervenire sull’intero apparato digestivo, iniziando ad applicare le tecniche sin dal tratto esofageo o da quello gastrico a secondo di come si presenta il problema. Tecniche differenti, invece, si applicano nel caso in cui il paziente presenti la patologia del colon irritabile o comunque una generica irregolarità che comprende il tratto intestinale, tra cui è ricompresa anche la stipsi. Infine, l’osteopata può agire a livello viscerale per tutte le donne che soffrono di un irregolare o di un doloroso ciclo mestruale. I benefici per questo tipo di problemi, però, non sempre sono rapidi, e bisogna attendere almeno fino alla quarta seduta per incominciare a vedere i risultati sperati.

La risoluzione di eventuali problemi insorti durante il periodo di gravidanza

La gravidanza risulta essere uno dei periodi più belli e allo stesso tempo più delicati che la donna attraversa nell’arco della propria vita. L’osteopata è una figura molto importante anche per la donna incinta. Infatti egli risolve numerosi problemi che possono insorgere a livello circolatorio globale, evitando la creazione di edemi sia sugli arti superiori che su quelli inferiori. Lombalgie, lombosciatalgie e forti dolori inguinali vengono trattati molto spesso dall’osteopata, che aiuta la paziente ad assumere, in qualunque momento, una posizione strutturale corretta. L’osteopatia, infine, comporta numerosi benefici anche per la cosiddetta depressione post-partum, grazie a delle specifiche tecniche che rigenerano sia il corpo che la mente.

Competenza
Cordialità e serietà