Dolori alla schiena? Ecco la soluzione al problema

Dolori alla schiena ecco la soluzione

Il dolore alla schiena, purtroppo, è un sintomo molto comune che si manifesta con diverse sfaccettature: in alcuni casi è un episodio sporadico di breve durata, in altri casi può trattarsi di un dolore che si protrae più a lungo, per qualche giorno o, nel peggiore dei casi, per qualche settimana. Talvolta si tratta semplicemente di indolenzimenti che si risolvono spontaneamente, in altri, purtroppo, è necessario ricorrere ad una terapia farmacologica adeguata strettamente prescritta da un medico competente.

Purtroppo si tratta di una patologia che colpisce uomini e donne, indipendentemente dalla loro età anagrafica e, nel peggiore dei casi, può palesarsi come fortemente vincolante per lo svolgimento delle normali attività quotidiane: spesso diventa faticoso anche solo alzarsi dal letto, pettinarsi, vestirsi. Altresì tale problematica non è riconducibile unicamente a persone che svolgono lavori fisicamente usuranti, ma può essere riscontrata anche in persone che svolgono mansioni sedentarie o che costringono a stare in piedi molte ore.

Dolori alla schiena? Richiedi una visita presso un esperto fisioterapista.

Sport e alimentazione: validi alleati per prevenire il mal di schiena

Come gran parte dei dolori muscolari, un valido alleato per prevenire efficacemente il mal di schiena è uno stile di vita sano all’insegna dello sport e di un’alimentazione equilibrata. Il connubio di questi due elementi consente di mantenere un peso forma ideale, così da evitare (o quantomeno limitare) ogni tipo di sovraccarico sulla colonna vertebrale.

Dal punto di vista dell’alimentazione è consigliabile integrare la propria dieta con alimenti ricchi di calcio e di fosforo, nutrimenti che contribuiscono alla salute del rachide. Altresì, nel caso in cui il mal di schiena sia determinato dall’artrosi, è suggerito incrementare la quantità di cibi alcalinizzati (frutta e verdura ricca di magnesio) e, al contempo, aumentare il consumo di brodi e bolliti quali fonte di collagene.

Qualora il paziente sia una donna nella fase della menopausa sarebbe appropriato mangiare alimenti ricchi di fitoestrogeni (la soia è alimento per eccellenza ricco di tale componente). Infine si rivelano particolarmente utili anche pesce, crostacei, noci, olio di semi di lino in quanto ricchi di Omega 3.

Contestualmente, per quanto concerne l’attività sportiva, non tutte sono consigliate per chi soffre di problematiche alla colonna, infatti la scelta dello sport da svolgere, deve essere attenta e consapevole (se possibile condivisa con il medico curante dopo un’attenta analisi della propria personale situazione):

  • Camminata: attività sicuramente benefica purché vengano utilizzate le scarpe giuste (così da ammortizzare il contraccolpo con il suolo), si indossi una cintura lombare (per sostenere la schiena) e si presti particolare attenzione alla postura di schiena e spalle;
  • Nuoto: consigliato soprattutto perché il peso del corpo, immerso in acqua, è ridotto, tuttavia va assolutamente ricordato che non tutti gli stili vanno bene per chi soffre di problematiche alla schiena (ad esempio lo stile “rana” non dovrebbe essere praticato);
  • Yoga e Pilates: consentono di migliorare la muscolatura così da “supportare” la colonna vertebrale nel mantenimento della stabilità e della mobilità. Queste attività sono ideali anche perché aiutano a contrastare la tensione muscolare.

Da ricordare che l’attività fisica deve essere progressiva, moderata e svolta in maniera corretta, per questo, almeno all’inizio potrebbe essere consigliabile (e utile) farsi supportare da un esperto. Attività fortemente sconsigliate sono la corsa, la pesistica e il ciclismo in quanto la schiena potrebbe essere sollecitata troppo bruscamente.

Problemi posturali e fisioterapia

Spesso i problemi di schiena non sono associabili unicamente a sforzi o a movimenti scorretti. La sedentarietà e/o una postura poco consona possono determinare contrazioni che causano dolore di diversa tipologia, più o meno intenso e protratto nel tempo.

Le diverse tipologie di mal di schiena vengono classificate in base alla loro localizzazione. Si parla di lombalgia quando il dolore è localizzato nell’area lombare, di lombosacralgia nel caso in cui la dolenza sia riferita in corrispondenza dell’osso sacro, infine si parla di lombosciatalgia quando la fitta si irradia anche al nervo sciatico, interessando quindi arti inferiori e glutei.

Un valido supporto nella risoluzione delle problematiche citate, soprattutto per intervenire tempestivamente, è la fisioterapia che, se svolta da personale competente e qualificato, si rivela un valido alleato per poter arginare, in tempi brevi, le complicazioni a patto di individuare, successivamente, uno stile di vita sano.

Sicuramente per alleviare il dolore e poter tornare a condurre, in tempi brevi, una vita normale, la strada più facile consiste nella terapia farmacologica che, purtroppo, non è in grado di modificare il nostro modo di vivere e quindi non consente di prevenire episodi futuri di contratture o indolenzimenti.

A tal proposito, è consigliabile, una volta risolto l’episodio acuto di malessere, intervenire rivedendo il proprio stile di vita, facendosi supportare da personale competente (fisioterapista, personal trainer etc) che sia in grado di consigliare il paziente nel miglio modo possibile, basandosi sulle sue peculiarità.

Altro elemento importante per poter prevenire adeguatamente il mal di schiena è mettere in atto pratiche e abitudini corrette: evitare di avere per periodi troppo lunghi delle posture scorrette, sollevare i carichi in maniera adeguata (piegando le ginocchia, mantenendo busto e spalle in posizione dritta e portando il peso quanto più vicino possibile a sé stessi), infine evitare scarpe con il tacco (limitandole a poche ore della giornata o ad occasioni speciali) e prediligere scarpe comode.

Dolori e fastidi da curare presso un fisioterapista per un podista amatoriale

Fisioterapia per curare dolori per un podista amatoriale

Podista amatoriale, importante è non trascurare i dolori e farsi seguire da un fisioterapista

L’importante è saper riconoscere il fastidio più dolente che può trasformarsi in un dolore acuto ed in seguito in un infortunio!

Riconoscerlo, a volte, può essere facile, ma altre no, perché il fastidio rimane silente in alcune situazioni e in altre invece si acutizza in dolore. In ogni caso, la cosa peggiore che si possa fare è continuare a correrci sopra, trascurando il dolore e nascondendolo con anti-infiammatori.

Il fastidio e il dolore possono essere campanelli di allarme per un infortunio per cui come anticipato è fondamentale prendersene cura.

In questo caso risulta dunque necessaria la visita presso un esperto in materia, generalmente un fisioterapista.

Questa figura professionale NON può, sia per legge che per preparazione e formazione accademica, fare una precisa diagnosi e prescrivere una cura farmacologica. Solo un medico specialista, ad esempio un ortopedico, il quale ha studiato tre volte gli anni del fisioterapista, può fare una corretta diagnosi e prescrivere una cura farmacologica e fisioterapica qualora la ritiene necessaria.

Ricapitolando dunque, in prima battuta è necessario recarsi dall’ortopedico, oppure si può approfittare della prima consulenza di uno studio fisioterapico per consigliarvi un semplice riposo e fornirvi dei consigli tecnici oppure, in casi gravi, è consigliata una visita da uno specialista ortopedico.

Un atleta che corre maratone anche se amatorialmente può facilmente incorrere in acciacchi e dolori. Fatti seguire da un fisioterapista.

E’ sempre più diffusa una figura che affianca il fisioterapista, ovvero il masso-fisioterapista, il classico “massaggiatore”, che non ha conseguito nessuno titolo di studio e che non deve essere confuso un fisioterapista professionista che, oltre ad effettuare la masso-terapia, agisce con tecniche e strumenti fisioterapici idonei al dolore e all’infortunio in atto, e che ha ovviamente frequentato un’università e conseguito una laurea, sostenendo esami e frequentando tirocini e tutta la prassi che richiede.

Il massaggiatore NON può quindi avere la preparazione idonea per affrontare e riconoscere un infortunio. Ovviamente, nel corso della vostra vita, potreste incontrare un medico che sbaglia diagnosi e/o non riconosce l’entità dell’infortunio, mentre un fisioterapista o un massaggiatore potrebbero riuscirci; questo può avvenire in quanto oltre all’esperienza professionale, c’è anche un’esperienza sportiva nella cura dell’atleta oltre al paziente “standard”.

Uno sportivo amatoriale, dovrebbe scegliere con cognizione le figure professionali che lo seguiranno nella carriera podistica, e/o nel suo sport amatoriale.

Il consiglio migliore è quello di rivolgersi a figure professionali che siano a loro volta sportivi e che comprendono al 100% tutte le problematiche che uno sportivo amatoriale dovrà affrontare. Spesso la miglior cosa è ascoltare il proprio corpo, ma il podista amatoriale ha le endorfine sempre a 1000, soprattutto in procinto di partecipare ad una gara, che sia una mezza maratona o una maratona (visitare https://www.maratoneitalia.it per maggiori informazioni), e la voglia di correre e di non fermarsi è sempre tanta… ma conviene non ricorrere ad una cura ‘‘fai da te’’ e, nel caso in cui avete scelto di rivolgervi ad un ortopedico e/o fisioterapista, bisogna evitare di non dargli ascolto!

Come ultimo consiglio ma non per importanza, un buon riposo, è la miglior cura medica e fisioterapica che possa esistere, ma delle volte, da sola non basta, e può portare ad una guarigione non proprio ottimale che potrebbe aumentare il rischio di infortuni recidivi.

Grazie al trattamento fisioterapico si guarirà meglio e più velocemente per ritornare a correre al più presto!

Ansia notturna ed insonnia, ecco cosa fare

Ansia notturna ed insonnia

Ansia e insonnia, come risolvere il problema

Ci sono poche situazioni frustranti come il “passare tutto il giorno in uno stato di stanchezza cronica” dovuta all’insonnia.

Chiunque abbia faticato ad addormentarsi, guardando il soffitto per ore in cerca di un ispirazione sa di cosa parliamo. In quei momenti i pensieri che ti vengono in mente tendono ad essere tutt’altro che rosei. Potresti iniziare a considerare qualcosa di così innocuo come la tua lista di cose da fare per il giorno successivo, ma anche questo può rapidamente incutere preoccupazioni sulle tue paure più selvagge, ricordi imbarazzanti di cui nessun altro si preoccupa o si ricorda e terrificanti .

Al tuo cervello non importa che tu sia al sicuro nella tua camera da letto sotto la tua coperta, è impegnato a uscire in modalità di crisi a causa delle preoccupazioni ed ansie che accompagnano la vita di tutti i giorni.

La salute psicofisica è legata alla salute del nostro corpo, vieni a fare una visita di controllo con un esperto.

Perché ci si sente ansiosi durante la notte

Generalmente ciò che accade è la “ruminadei pensieri. Si pensa a tutti gli impegni, le preoccupazioni quotidiane.

Tutto ciò può portare a pensieri frenetici, aumento della frequenza cardiaca e difficoltà di respirazione, è un circolo vizioso: a causa della ruminazione non si dorme, e la mancanza di sonno peggiora lo stato di salute generale. La persona diventa ansiosa e timorosa perché sa che non dormirà un’altra notte, e poi il ciclo ricomincia daccapo.

Queste cose suonano familiari? Questa mancanza di sonno può aumentare la tua predisposizione all’ansia, il che ti rende molto più propenso a combattere gli stessi sintomi la sera successiva .

Secondo la “Fondazione per la cura ed i disturbi del sonno” circa una persona su tre in Italia soffre di una qualche forma di insonnia, che è definita come una “difficoltà a prendere sonno o dormire profondamente”.

Nelle forme più gravi si arriva a sintomi di panico, come il cuore che corre e il respiro affannato. In questo caso si tratta di problemi separati, ma non è raro che si manifestino insieme all’insonnia. Il panico e l’ansia possono essere terrificanti, ma sono curabili e capire da dove provengono è un buon primo passo.

Perché soffriamo di insonnia?

Spesso i problemi legati al panico si presentano su persone che sono molto “forti” e inclini a mettere tutto sulle loro spalle. In un certo senso, stanno chiedendo alle loro menti e ai loro corpi di tenere una quantità incredibile di responsabilità, senza l’opportunità di lasciarle andare.

Questo fenomeno è il motivo per cui il panico e l’ansia spesso si manifestano quando la nostra guardia è abbassata, come quando stiamo cercando di addormentarci. Prima che le persone lo capiscono, spesso si spaventano perché sembra così poco intuitivo provare panico nei momenti di rilassamento. Tuttavia, sapendo che possiamo prevedere un attacco di panico, lo controlliamo in modo sano.

Quando il panico e l’insonnia si presentano insieme, può essere difficile definire la relazione tra i due. A volte, l’ansia è parte della causa della tua insonnia. Altre volte, l’ansia e il panico si manifestano a causa della stanchezza indotta dall’insonnia che stai provando.

Quindi come si può risolvere il problema?

Vedere un medico è un passo importante per sentirsi meglio, ma ci sono anche alcune pratiche che puoi provare a casa, ad esempio sviluppare abitudini di consapevolezza.

“Il panico si basa spesso sulla vergogna e sul senso di colpa del passato o sulle preoccupazioni del futuro”, afferma Claudia De Masi psicoterapeuta a Roma.

Alcune pratiche di “consapevolezza”, quelle che focalizzano una persona sul qui-e-ora, sono incredibilmente efficaci nel ridurre i sintomi dell’ansia.

Prova a meditare lasciando che i tuoi pensieri siano “leggeri” e prova a “non interagire con loro”. Non combattere i pensieri, ma concentrarti sulla tua respirazione per aiutarti a “centrarti”. Riempi la pancia con l’aria, trattienila per due secondi, poi espira, si chiama “respirazione diaframmatica” e ha dimostrato come sia in grado di ridurre l’ansia e far rilassare.

Prova anche a praticare una buona “igiene del sonno“. Evita di guardare gli schermi luminosi prima di andare a letto, fatti una camomilla, mangia leggero e almeno due ore prima di andare a dormire, inoltre tieni il lavoro e le preoccupazioni della vita fuori dalla camera da letto.

Dolori intercostali, cause e rimedi

Cause e rimedi dei dolori intercostali. Chiedi una visita specialistica allo Studio Kineos a Pesaro (PU)

I dolori intercostali consistono in una sensazione di dolore pungente che ha sede negli spazi fra le costole e che può derivare da disturbi nervosi, muscolari o osteo-cartilaginei.

Il termine “dolori intercostali” infatti si riferisce soprattutto ad una vasta gamma di sintomi dolorosi percepiti nella zona della gabbia toracica, in un’area compresa fra l’ombelico e la base del collo e si possono avvertire sia nella parte sinistra che nella parte destra.

Questa sensazione di dolore può essere collegata a diversi fattori che vanno da semplici disturbi collaterali a malattie più serie. A rendere più difficile la diagnosi è il fatto che il dolore che viene percepito all’interno della gabbia toracica non è sempre riconducibile alla zona nella quale si percepisce il dolore.

Caso rappresentativo è ad esempio il dolore cardiaco che ha origine dal cuore ma poi si propaga irradiandosi fino al braccio sinistro. I dolori intercostali possono presentarsi in vari punti ed in forme diverse: fitte alla schiena, dolori allo sterno, fitte al seno o dolori fra le scapole.

Oltre alla zona di individuazione del dolore possono variare anche la frequenza e la tipologia di quest’ultimo; esso infatti può essere continuo, acuto o intermittente e può presentarsi sia al mattino che di pomeriggio oppure di sera prima di recarsi a letto.

Cause dei dolori intercostali

Una delle più comuni cause dei dolori intercostali è rappresentata dal freddo, il cosiddetto “colpo d’aria”. Un altro fattore da ricollegare ai dolori intercostali può essere lo strappo muscolare, in particolare se si praticano esercizi in palestra che portano ad un allungamento eccessivo di muscoli situati proprio all’altezza delle costole. Altra causa dei dolori intercostali può essere una postura scorretta, assunta soprattutto quando si lavora diverse ore seduti dietro ad una scrivania.

I dolori intercostali possono essere provocati anche da nevralgie intercostali le quali causano dolore provocato dall’infiammazione dei nervi intercostali, anche questa dovuta spesso alle repentine variazioni di temperatura. I dolori intercostali possono essere anche di natura diversa; possono sopraggiungere per problemi legati all’apparato osteoarticolare come spondiloartrosi, scoliosi o ernia del disco, oppure avere altra origine legata a patologie tipo ulcera, ipertensione, colite, calcoli biliari, reflusso gastroesofageo o conseguentemente all’Herpes Zoster, chiamato più comunemente “fuoco di Sant’Antonio”.

Spesso anche la tosse è strettamente correlata ai dolori intercostali, magari come primo sintomo di una broncopolmonite o conseguentemente ad una bronchite; persino l’ansia può essere ricollegata ai dolori intercostali.

Insomma, sintetizzando: i dolori intercostali costituiscono un sintomo dalle origini abbastanza vaste per cui è preferibile non sottovalutarli ed affidarsi sempre con fiducia al proprio medico curante o, meglio ancora, con uno specialista. Egli infatti di certo sarà in grado di fugare ogni vostro dubbio e rispondere a qualsiasi domanda, prescrivendo eventualmente degli esami per un’indagine più accurata, specie se questo sintomo persiste, causando difficoltà di respirazione o altri sintomi.

Rimedi per i dolori intercostali

Come già detto, le cause dei dolori intercostali possono essere molteplici. Se essi sono causati da improvvisi sbalzi di temperatura, è bene coprirsi adeguatamente, meglio se con indumenti di lana, ed adagiare una borsa d’acqua calda sulla zona interessata.

E’ molto importante anche evitare di prendere freddo, esporsi a correnti d’aria o soggiornare in ambienti con aria condizionata, soprattutto se si è sudati. Poichè spesso il dolore è causato dalla respirazione accelerata, è molto utile non sforzarsi e provare a muoversi il meno possibile, respirando con calma e molto lentamente.

E’ fondamentale infatti restare calmi, rilassarsi e non fare grossi sforzi in quanto il dolore improvviso può facilmente mandarci in panico. Inoltre, facendoci pensare subito a qualcosa di seriamente grave, acuisce di molto la percezione del dolore. Se si avvertono dolori intercostali mentre si pratica attività sportiva, è opportuno prima rallentare e poi fermarsi seguendo degli esercizi di respirazione fino a quando le fitte non scompaiono.

Altro  rimedio per i dolori intercostali durante l’allenamento è quello di chiudere la mano a pugno, portandola sotto la gabbia toracica e spingendola dentro ruotando il braccio, e dunque la mano, di 90 gradi. Se i dolori sono circoscritti dietro la schiena, nei pressi delle scapole, potrebbero essere causati da algie o problemi muscolari; in questo caso per attutirli possono essere sufficienti dei rimedi naturali oppure si possono utilizzare farmaci antidolorifici (chiamati anche FANS), molto utili a calmare il dolore e a facilitare la guarigione.

Se il dolore è localizzato all’altezza del fianco destro, potrebbe trattarsi di qualche problema al fegato; al contrario, se è circoscritto al fianco sinistro si potrebbe trattare invece di problemi alle vie biliari.

Se le fitte sono ad intermittenza e ripetute nel tempo, allora è necessario recarsi in ospedale in quanto si potrebbe trattare di un problema più serio da non trascurare. Nel momento in cui dovesse verificarsi questo problema, è sempre meglio non rischiare e chiedere un consulto medico per andare più a fondo, soprattutto se si è un soggetto a rischio.

Chiara Minghè – Osteopata | Studio Kineos

Osteopatia, cura naturale sui neonati- Studio Fisioterapico ed osteopatico kineos - Chiara Minghè

Seguire il percorso di Osteopata è stata una scelta maturata, venuta nel tempo, come la mia passione per quella “macchina” perfetta che è l’uomo con le sue regole, la sua fisiologia e i suoi segreti. È nata quando ho deciso di abbandonare il percorso di studi diretto verso l’economia e catapultarmi in un mondo nuovo da quello che avevo studiato fino a quel momento e di tentare la sorte con il test d’ingresso alla facoltà di Fisioterapia.

Così doveva andare… passai subito l’ammissione alla facoltà di Fisioterapia con sgomento dei miei familiari che non pensavano riuscissi nell’impresa del passaggio da una scuola tutt’altro che ad indirizzo scientifico. Giunta al termine dei miei studi universitari, presso l’Università Politecnica delle Marche, ho iniziato subito a lavorare come fisioterapista in vari studi e a formarmi professionalmente attraverso vari corsi che hanno spaziato dalla Terapia Manuale classica, al bendaggio funzionale per gli sportivi, dal Kinesio Taping, al Mulligan Concept, dalla Mobilizzazione del Sistema Nervoso, al Kinetic Control e Trigger Point…

Non avevo ancora soddisfatto la mia sete di ricerca e così dopo una laurea e quasi 10 anni di esperienza lavorativa ho deciso di iscrivermi alla scuola di osteopatia. Un percorso di studio lungo 6 anni presso l’ A.I.O.T. Accademia Italiana di Osteopatia di Pescara che oggi mi ha portato ad essere Osteopata D.O. e membro del R.O.I – Registro Osteopati d’Italia“.

Desideri maggiori informazioni?

Ciao, se hai bisogno di informazioni e desideri richiedere un appuntamento, clicca il pulsante qui sotto.

Attraverso l’Osteopatia ho conosciuto e apprezzato il lavoro nell’ambito della Gravidanza e dei Neonati ed attualmente la mia formazione è rivolta verso questo interessantissimo ambito per aiutare mamme e bimbi nella loro crescita attraverso un approccio sullo Sviluppo NeuroPsicoMotorio che prevede l’accompagnamento del bimbo attraverso le fasi più critiche e importanti della sua evoluzione.

L’obiettivo del mio lavoro consiste nel permettere al paziente di prevenire, migliorare e risolvere la propria condizione patologica tramite un approccio naturale, volto a ritrovare equilibrio funzionale e fisiologico e movimento al corpo. Il paziente in Osteopatia è considerato nella sua totalità, non solo nella sua sfera prettamente fisica. Il fine del mio lavoro è quello di collaborare insieme al paziente per consentirgli di raggiungere il miglior stato di salute possibile.

E come diceva Still, il padre dell’Osteopatia:

“Quando tutte le parti del corpo umano sono armoniche abbiamo una salute perfetta, quando non lo sono l’effetto è la malattia. Quando le parti vengono risistemate la malattia cede il posto alla salute.”
A.T. Still

Professionalità
Esperienza

Desideri maggiori informazioni?

Ciao, se hai bisogno di informazioni e desideri richiedere un appuntamento, clicca il pulsante qui sotto.

L’ortopedia

ortopedia

L’ortopedia è la disciplina medica che studia l’apparato locomotore e le sue patologie. È una branca iperspecialistica della chirurgia.

I medici specialisti in Ortopedia e Traumatologia (per abbreviazione “ortopedici”) sono specializzati nella diagnosi e nel trattamento sia chirurgico che non chirurgico dei problemi del sistema locomotore. Esso comprende: ossa, articolazioni, legamenti, tendini, muscoli, nervi. Oltre a questi, specialmente nei traumi, si è recentemente per necessità aggiunto il trattamento dei tessuti molli, per cui è stato coniato il termine di chirurgo ortoplastico. Ciò deriva dall’evidenza scientifica di un migliore risultato per i pazienti a seguito di un intervento ricostruttivo precoce.

In altre parole, il medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia deve aver maturato conoscenze teoriche e sviluppato capacità pratico-professionali nel campo della fisiopatologia e terapia sia medica sia chirurgica (correttivo-conservativa, ricostruttiva e sostitutiva) delle malattie dell’apparato locomotore nell’età pediatrica e adulta con specifici campi di competenza nella semeiotica funzionale e strumentale, nella metodologia clinica e nella terapia in Ortopedia, nella Chirurgia della Mano e nella Traumatologia compresa la Traumatologia dello Sport nonché nelle patologie a carattere oncologico di pertinenza.

Cos’è il Gyrotonic

gyrotonic

ATTENZIONE – Il Gyrotonic non è più un servizio che lo studio Kineos offre.

Il Gyrotonic è un metodo di allenamento ideale per sviluppare potenzialita fisiche in modo particolare degli atleti, danzatori, e di tutti coloro che aspirano ad un benessere psicofisico.

Agisce contemporaneamente su articolazioni, muscoli, tendini e legamenti per mezzo di movimenti tridimensionali. Essi vengono eseguiti in modo circolare sotto un costante controllo, con resistenze variabili e che coinvolgono tutto l’apparato muscolo-scheletrico.

Il gyrotonic tende ad aumentare la capacità funzionale della colonna vertebrale, rendendola quindi meno predisposta agli infortuni. Conferisce inoltre una postura corretta ed elegante alla persona, riduce l’accumulazione di microtraumi da stress, e tende ad aumentare in maniera considerevole la flessibilità, la resistenza, la tonicità, la forza e l’agilità.

Gyrotonic come tecnica riabilitativa

Il gyrotonic viene spesso utilizzato anche in terapie di riabilitazione sia da medici che da fisioterapisti. In questo caso è generalmente rivolto a sportivi, amanti del fitness ma anche neo-mamme e anziani.

Ecco un video rappresentativo:

Tsunami o Colpo di Frusta?

Tsunami o Colpo di Frusta?

Cosa accade durante un tamponamento? Il capo subisce un’accelerazione e decelerazione nell’arco di pochi istanti che causa il così detto Colpo di frusta o Whiplash. In seguito al brusco movimento, il capo subisce un’iperestensione seguita da una flessione cervicale. Leggi tutto