Svezzamento: quando e come iniziarlo

Svezzamento neonato, come e quando farlo

I giusti accorgimenti per crescere in salute

Il latte materno è un alimento completo e garantisce tutti i nutrimenti che il neonato ha bisogno nei primi mesi di vita. Alcune mamme però, per svariati motivi ricorrono all’allattamento artificiale o misto. In ogni caso per tutti i neonati arriva il momento di passare a cibi solidi e diversi dal latte.

Ma quando è il momento giusto? Molte mamme se lo chiedono con una certa ansia e con molta preoccupazione per la salute del loro piccolo!

Esistono delle linee guida dettate dal Ministero della Salute e rispettate dalla maggior parte dei pediatri, che danno delle indicazioni alle neomamme. L’introduzione di alimenti diversi dal latte nella dieta di un neonato dovrebbe avvenire tra i quattro e i sei mesi di vita, non prima. Questa elasticità, che lascia le mamme sempre un po’ perplesse dipende dalla stato di salute del bambino: se cresce bene, cioè se il suo peso aumenta in modo costante, se dorme sereno, se si dimostra tranquillo e allegro, in questo caso lo svezzamento può essere posticipato, in caso contrario sarebbe meglio invece anticiparlo al quarto mese. La frutta frullata potrebbe essere un buon inizio con l’accortezza di fare molta attenzione a come il piccolo accetta il cucchiaino. Se la deglutizione avviene agevolmente senza accenni alla suzione, allora è il momento giusto per arricchire la sua dieta con piccole dosi di pappa. Ciò non toglie la somministrazione del latte materno o artificiale, che deve continuare anche nel secondo semestre di vita e oltre, magari proponendolo al bambino per uno spuntino a metà mattina e a merenda.

Spesso è consigliato per la salute del neonato l'affiancamento di un Ostepata

Durante la fase di svezzamento non esiste un ordine preciso dei cibi solidi da introdurre, che variano a secondo dei gusti della madre o dall’accettazione del bambino. In genere si inizia con banana, mela, pera frullata, il passaggio successivo sono le verdure cotte come patate e carote e crema di riso sciolta nel latte o nel brodo di verdure, si passa poi ai carboidrati come per esempio riso, mais tapioca e alle proteine, queste ultime date sempre con moderazione, come agnello, pollo, manzo, coniglio, pesce. La raccomandazione di pediatri, sottolineata anche dal Ministero della Salute, è quella di non esagerare con cibi salati e ad alto contenuto proteico come possono essere i formaggini, aggiunti alle pappe con lo scopo di insaporirle.

Questo errore, comune a molte mamme, potrebbe appesantire il metabolismo del neonato e inoltre orientarlo, da grande, verso un’alimentazione meno sana e sempre più saporita. Oltre al sale meglio non aggiungere zuccheri e miele che favoriscono la carie. Altri alimenti da evitare sono i formaggi grassi, il burro, i salumi per il loro alto contenuto di grassi, che favorisce l’obesità.

Meglio anche evitare cibi in scatola contenenti conservanti e optare per i più salutari cibi freschi. Un altro divieto nell’alimentazione dei bambini fino ai tre anni di vita sono i frutti di mare, che potrebbero essere fortemente inquinati, le carni e i pesci crudi che potrebbero contenete germi causa di infezioni intestinali, caffè, te perché hanno un alto effetto stimolante, causa di alterazioni di umore e del ritmo sonno -veglia, le bevande zuccherate, che non apportano benefici nutrizionali, ma favoriscono l’obesità e per finire tutti gli alcolici, che non dovrebbero essere somministrati fino all’età adulta in quanto causa irreversibile del danneggiamento delle cellule cerebrali e del rallentamento della crescita.

La psicologia della nutrizione, scegli cosa mangiare

La psicologia della nutrizione, scegli tu cosa mangiare per stare bene

Avete mai sentito parlare della psicologia della nutrizione? Altro non è che lo studio psicologico che viene condotto su come le nostre scelte cognitive, ad esempio le decisioni su cosa vogliamo mangiare, influenzano la salute nostra generale in generale.

La psicologia della nutrizione è una continua ricerca che tenta di capire le relazioni tra il nostro comportamento nutrizionale e la salute, soprattutto quella mentale. In questo articolo, tratteremo alcuni aspetti di questo campo della psicologia, la nutrizione e l’obesità.

PN: Psicologia della Nutrizione

PN è l’abbreviativo di psicologia della nutrizione. Questo studio, è un sotto-campo della psicologia vera e propria. Nello specifico, si occupa di psicologia della salute. Questo sotto-campo della psicologia viene applicata in altri numerosi campi come nella dieta, nella nutrizione e nel marketing. Si tratta di un campo della psicologia piuttosto recente, probabilmente è per questo che non ne avrete mai sentito parlare.

Ha una breve storia che è stata iniziata per poter fornire informazioni e nuove conoscenze più approfondite nel campo della psicologia. Per quanto riguardano le principali aree sull’ambito della psicologia della nutrizione, esistono delle controversie. L’argomento principale di polemiche è sul fatto delle influenze psicologiche e dei comportamenti che influenzano la salute.
Un’altra polemica che possiamo trovare è sulla definizione di tutto ciò che si può definire sano o su tutto quello che si può definire normale in relazione alla nutrizione.

La nutrizione

L’argomento nutrizione in psicologia è definito come un atto o un processo di nutrimento. La psicologia è definita come uno studio della mente umana e del suo comportamento in relazione a un particolare campo di conoscenza o di attività. Nel nostro caso, il campo in particolare è la nutrizione. La psicologia della nutrizione è lo studio della mente e del comportamento in relazione al processo di assunzione e del’utilizzo del cibo. Lo scopo è di spiegare quali siano le ragioni psicologiche che potrebbero essere alla base di questa e di altre tendenze della salute. La psicologia della nutrizione guarda agli effetti psicologici interni e del perché le persone fanno quello che fanno, e di come sono plasmati e influenzati da stimoli esterni.

Origini della psicologia della nutrizione

La psicologia della nutrizione è un campo che è ancora nelle sue prime fasi di sviluppo. L’obesità ad esempio, è un problema in continua crescita sia in Italia che all’estero. La psicologia della nutrizionale sta dando molta importanza e popolarità nella società di oggi. Da quando è cresciuta, la psicologia nutrizionale ha influenzato direttamente e indirettamente la ricerca sulle diete, sulle etichette alimentari e sul modo in cui il cibo è commercializzato. Inoltre, anche sulla tecnologia alimentare e sull’atteggiamento delle persone nei confronti del cibo.

Le etichette alimentari

Le etichette sugli alimenti sono state messe sui prodotti alimentari per fornire ai consumatori tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni sull’acquisto di un determinato alimento. Gli psicologi dell’alimentazione hanno fatto ricerche su quanto siano influenti queste etichette sui consumatori che scelgono quali cibi acquistare. Secondo una ricerca, il consumatore medio tende a leggere le etichette e a prendere in considerazione le informazioni, in parte perché le aziende hanno iniziato a produrre alimenti con ingredienti più salutari. Tuttavia, molti di questi potenziali benefici per la salute sono oscurati dal continuo aumento dell’obesità e dei decessi legati sempre all’obesità, soprattutto negli Stati Uniti.

Le campagne di marketing per alimenti e bevande sono sempre più diffuse. Hanno una portata più ampia rispetto a qualche deccennio fa. Questo perché le risorse delle grandi aziende possono utilizzare altre forme pubblicitarie come i social media. Alcuni ricercatori sostengono che il drammatico aumento dei tassi di obesità sono almeno in parte, a causa di un aumento della commercializzazione del cibo negli ultimi 30 anni.