Come prendersi cura del neonato durante il parto

Osteopatia per una donna in gravidanza o per un neonato

Quando arriva il momento del travaglio la donna lo capisce subito. Inizialmente si avvertono dei dolori insoliti, insistenti, poi sopraggiunge un altro episodio molto significativo, quello della rottura delle acque, per arrivare al momento più delicato, l’inizio delle contrazioni, fino alla conclusione di tutto, ossia quello della nascita del bambino.

Per tutta la durata della gravidanza è altamente consigliato farsi seguire da un’Osteopata esperto nella fase pre e post parto, per prendersi cura al meglio di Mamma e sopratutto dell’infante. A tal proposito vi consigliamo un ottimo di rivolervi a Chiara Minghé del nostro Studio Kineos, una eccellente Osteopata a Pesaro, specializzata nell’Osteopatia in gravidanza e pediatrica.

Tutte queste fasi rappresentano la conclusione della gravidanza, ma anche un momento molto complicato, è quindi fondamentale che i medici agiscano nel migliore dei modi, affinché la donna possa partorire senza complicazioni e il neonato possa nascere sano e senza alcun tipo di problema. Egli infatti ha bisogno di maggiori attenzioni durante il travaglio, per impedire che subentrino delle complicazioni che possano mettere a rischio anche la sua salute, oltre a quella della sua mamma.

Ma che tipo di precauzioni si possono prendere per preservare la sua condizione fisica?

Tra i problemi che rischiano di verificarsi durante il parto, rientra sicuramente l’asfissia neonatale. Essa rappresenta un enorme pericolo, in quanto potrebbe causare dei danni neurologici irreversibili al bambino e, nei casi più gravi, anche la sua morte.

Essa è una condizione ad alto rischio, che provoca una scarsa ossigenazione, in grado di compromettere gli organi del neonato.

I casi di asfissia neonatale sono principalmente imputabili all’errore umano, come ad esempio un inadeguato monitoraggio del feto, o una conoscenza clinica insufficiente del paziente.
Per scongiurare questo tipo di eventi è entrata in gioco la tecnologia, infatti gli esperti, attraverso il progetto Remine, hanno sviluppato un software di supporto per i medici durante il parto. Esso si occupa di tenere sotto controllo i tre principali parametri: i movimenti uterini, le condizioni di salute della madre e quelle del neonato.

Talvolta potrebbero anche presentarsi casi di macrosomia fetale, ossia un peso del feto al di sopra della media che, in particolare, al termine della gravidanza arriverebbe a superare i 4/4,5 kg. L’importanza di monitorare il peso è giustificata da tutta una serie di rischi a cui potrebbero andare incontro, nei peggiori dei casi, sia la mamma che il bambino, anche se è giusto ricordare che abbiamo a che fare con percentuali molto basse.

Per quanto riguarda il neonato, uno dei maggiori pericoli potrebbe essere quello che riguarda la cosiddetta distocia di spalla, che a sua volta porterebbe anche a un rischio di asfissia e di danni cerebrali.

Questa condizione solitamente comporta la scelta di soluzioni alternative rispetto a quella del parto naturale, come ad esempio il taglio cesareo programmato, oppure un’induzione del parto, che generalmente si effettua a 39 settimane, in modo da scongiurare il rischio che il feto possa crescere ancora, aggravando ulteriormente la situazione.

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