Disfunzione somatica e osteopatia: ristabilire equilibrio e armonia

Disfunzione somatica ed osteopatia

Cosa s’intende per Disfunzione somatica in Osteopatia? Questo termine, chiamato anche lesione osteopatica, si associa ad una funzione alterata o compromessa di elementi del corpo (sistema somatico) come strutture muscolo-scheletriche, miofasciali o sistemi come quello linfatico, cardiovascolare, neurale. La funzione compromessa può riguardare anche organi o visceri. Questo tipo di disfunzione viene considerata responsabile di diversi disturbi anche in aree distanti da quelle che interessano la disfunzione stessa.

Per l’Osteopata, normalizzare la funzione compromessa è essenziale per ripristinare la mobilità ed il meccanismo fisiologico dell’intero sistema muscolo-scheletrico.

Approfondiamo l’argomento spiegando cos’é l’Osteopatia. Un buon Osteopata si riconosce da un titolo specifico rilasciato da una scuola affidabile. Le associazioni più rappresentative degli Osteopati italiani (ROI, AIMO, AIMM, FeSIOs, UPOI) hanno creato il Consiglio Superiore di Osteopatia al fine di ottenere il riconoscimento ufficiale della professione nel nostro Paese. Il riconoscimento ufficiale è avvenuto nel 2017. L’Osteopata è, attualmente, un medico a tutti gli effetti.

Il Centro Ryakos di Napoli, moderna struttura che unisce alla Fisioterapia d’Avanguardia trattamenti di Osteopatia, ci ha permesso di scoprire più da vicino in che modo la Disfunzione somatica può essere trattata e risolta.

Non perdere forza vitale dal tuo organismo, richiedi una visita specialistica osteopatica.

Disfunzione somatica in Osteopatia: chi è e cosa fa l’Osteopata

L’Osteopatia, in parole semplici, può essere definita come la ‘lettura del corpo’ attraverso le mani per la diagnosi e la cura mirata a ripristinare il corretto funzionamento dell’organismo.

Secondo la visione osteopatica, la malattia altro non è che il tentativo dell’organismo di resistere per ritornare al suo stato di benessere (omeostasi).
In altri termini, la Disfunzione somatica è una diminuzione della forza vitale in un tessuto che si manifesta con una diminuzione della mobilità, della vibrazione, capacità di espansione e retrazione. Questa disfunzione è il primo step verso la patologia.

Trattando il corpo nella sua globale armonia, l’Osteopatia nella sua visione olistica si fonda su tre principi essenziali:

  • Auto-guarigione: un corpo che funziona correttamente racchiude in sé tutti gli strumenti necessari per eliminare o prevenire patologie;
  • Rapporto struttura/funzione: struttura e funzione sono imprescindibili. La prima controlla la funzione, quest’ultima condiziona la struttura;
  • Unità dinamica dell’organismo: il corpo è uno, inscindibile, unico. La sua unità è localizzata a livello del sistema mio-fascio-scheletrico che riunisce le diverse parti che lo compongono, collegate internamente fra loro.

L’organismo è sano quando è in totale armonia.

La diagnosi osteopatica per individuare la Disfunzione somatica

L’Osteopata non si limiterà mai a curare semplicemente i sintomi (come nel caso della terapia farmacologica). Esegue la sua personale diagnosi per individuare la causa reale che scatena qualsiasi patologia o disturbo.

La diagnosi osteopatica non ha niente a che fare con la diagnosi tradizionale: comprende anamnesi, osservazione, palpazione percettiva e test di mobilità attiva e/o passiva per identificare parametri associati a dolorabilità, asimmetria, range di movimento, cambiamenti tissutali (fibrosi, edema, rigidità, atrofia). La dolorabilità è l’unico parametro soggettivo.

Ogni Osteopata fa la sua personale diagnosi: alcuni integrano la visita con l’Esame Baropodometrico o la pedana stabilometrica per controllare la condizione posturale globale del paziente. Strumenti ed apparecchiature a parte, la bravura di un Osteopata si misura principalmente sulla capacità di individuare le cause e sull’abilità manuale di rimuoverle.

Dopo la diagnosi, pianificherà una terapia adeguata e personalizzata, che punta ad eliminare il problema, l’ostacolo, il blocco responsabile della patologia o disfunzione somatica.

Le tecniche osteopatiche per trattare la Disfunzione somatica

L’intervento dell’Osteopata non è invasivo: usa soltanto le mani, nessun farmaco. Tratta qualsiasi tipo di patologia e struttura: dall’artrosi a problemi cardiovascolari e polmonari, da disturbi all’articolazione temporo-mandibolare a problemi visivi, malattie infettive, viscerali, ghiandolari, allergiche, disturbi muscolo-scheletrici, digestivi, neurologici, neurovegetativi, genito-urinari.

I campi di applicazione sono: sportivo, traumatologico, odontoiatrico, viscerale, ginecologico e pediatrico.

L’Osteopata utilizza diverse tecniche che fanno parte di 4 principali categorie:

  • muscolo-scheletrica (strutturale);
  • craniosacrale mirata a liberare la mobilità delle ossa, in grado di allentare tensioni, stress, traumi che ostacolano il buon funzionamento del corpo;
  • miofasciale che si concentra su muscoli e fasce;
  • viscerale considerando che tra visceri e struttura muscolo-scheletrica esiste una correlazione molto stretta ed una reciproca influenza.

La manipolazione dolce e graduale rappresenta il trattamento specifico, efficace, risolutivo.

Il trattamento osteopatico può essere effettuato nella zona interessata al sintomo ma, generalmente, viene eseguito nell’area associata alla causa che determina il sintomo (che può essere un’articolazione, un viscere, un muscolo, una fascia, ecc.).

In caso di perdita di mobilità, l’Osteopata interviene per ristabilire un equilibrio strutturale, viscerale o neuro-vascolare. Il trattamento osteopatico mira ad eliminare la causa principale di ogni disturbo.

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