Il rigurgito nel neonato: i sintomi e cosa fare per risolverlo

Rigurgito del neonato, sintomi e come risolverlo

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Spesso spauracchio di moltissime neomamme, il rigurgito nel neonato è un fenomeno frequente che avviene soprattutto in concomitanza della poppata o durante la digestione.

Improvvisamente fuoriesce una certa quantità di latte e saliva dalla bocca del neonato: questo è il rigurgito.

Di solito compare già fin dalle prime poppate per poi scomparire entro i 18 mesi del bambino. Questo significa che il rigurgito si può manifestare anche con l’introduzione delle prime pappe.

Si distinguono 3 tipi di reflusso nel neonato:

  • Rigurgito fisiologico. Questo avviene in modo saltuario in concomitanza delle poppate, si tratta di un fenomeno che non deve destare alcuna preoccupazione
  • Rigurgito cronico. In questo caso il rigurgito ha effetti sulla salute del neonato rallentando la sua normale crescita, soprattutto in termini di peso. E’ necessario consultare il proprio pediatra
  • Rigurgito sintomatico. Il neonato cresce in modo normale sebbene si verifichino molti episodi di rigurgito

Come spiega il portale www.retehphitalia.it , la causa principale del rigurgito nel neonato è l’immaturità dell’apparato digerente, in particolare del cardias, la valvola cha ha il compito di bloccare il cibo nello stomaco evitandone la risalita verso l’esofago.

Un’altra causa frequente è la foga che il neonato, a volte, mette nella poppata e questo avviene soprattutto quando il bimbo ha molta fame. E’ tipica la comparsa del rigurgito a seguito di un forte singhiozzo o di un ruttino.

In questi casi si parla di rigurgito fisiologico e, a parte la scocciatura, non presenta problemi per la salute del piccolo.

Nel caso in cui, però, gli episodi di rigurgito siano davvero molto frequenti e si noti un calo della crescita del neonato è bene consultare il proprio pediatra per valutare il quadro generale.

Solitamente vengono prescritti degli addensanti da mescolare nel latte, questo per rendere i liquidi più pesanti e quindi più facili da trattenere nello stomaco del neonato.

È sempre consigliata la visita presso un osteopata esperto prima e dopo il parto

Il reflusso gastroesofageo: come riconoscerlo e cosa fare

Un disturbo che può colpire il neonato è il reflusso gastroesofageo ovvero un passaggio improvviso del contenuto gastrico nell’esofago. Al contrario di quanto si possa pensare, è possibile che non ci sia rigurgito.

Può accadere, al contrario, che il neonato soffra di laringospasmi o forme di apnea. Esistono anche altri sintomi tipici del reflusso gastroesofageo come la difficoltà nella deglutizione, problemi respiratori, un bruciore retrosternale o una deglutizione dolorosa. Questo ultimo sintomo porta spesso il neonato a rifiutare il cibo per evitare di sentire dolore.

Questo disturbo è abbastanza frequente nei neonati fino al compimento del terzo mese di vita. Se il bambino presenta una curva di crescita più o meno normale bisognerà solamente avere un po’ di pazienza ed aspettare la remissione del disturbo.

L’unico vero pericolo del reflusso gastroesofageo è il rischio di soffocamento. Per questo motivo è utile adottare alcune accortezze:

  • Mantenere supino il neonato nella culla. In questo modo potrà, in caso di rigurgito, girare la testa in modo automatico per espellere il liquido senza rischi
  • Mettere un cuscino sotto il materasso per tenere più in alto il bambino
  • Stimolare il ruttino dopo la poppata tenendo il bimbo in posizione eretta per qualche minuto
  • Non far mangiare il neonato più di quanto sia necessario
  • Fare delle pause durante l’allattamento per permettere all’apparato digerente del piccolo di svolgere il suo compito in modo efficace
  • Utilizzare, previa prescrizione del pediatra, un latte artificiale più denso

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