Le sindromi dolorose osteo articolari, cause e cure naturali

Capsule naturali contro i dolori osteo articolari

“Naturalmente” a sostegno della mobilità di articolazioni e muscolatura

Le malattie e le sindromi dolorose a carico del sistema osteo-articolare e muscolare colpiscono gran parte della popolazione attiva non solo dopo i 60 anni, ostacolando la mobilità e riducendo la qualità di vita. Per contrastare le sindromi dolorose, spesso severe e persistenti, con decorso cronico e degenerativo da patologie come l’artrosi o l’artrite reumatoide, abitualmente si ricorre in primis al medico, alle indagini diagnostiche e infine alla cura con farmaci di sintesi. Questo non impedisce che sempre più spesso ci si rivolga anche all’erborista per evitare di ricorrere ai farmaci antinfiammatori di sintesi, o per lo meno per limitarne l’uso.

I fitoterapici possono essere di grande aiuto quando i loro principi funzionali vegetali hanno spiccate proprietà antinfiammatorie senza effetti dannosi per altri organi. Abbiamo bisogno di avere a disposizione una valida alternativa naturale che, in associazione ad un adeguato stile di vita, possa dare sollievo ai sintomi dolorosi e alla rigidità degli arti, e affronti le cause multifattoriali delle malattie osteoarticolari e della muscolatura, tentando di scongiurare gli effetti collaterali del farmaco di sintesi, specialmente i F.A.N.S. e i Cortisonici quando sono prescritti per lunghi periodi se non a vita per le patologie croniche.

Qui ci vengono in aiuto le migliori industrie farmaceutiche e di fitoterapici che con varie formulazioni di laboratorio, spesso oggetto di brevetto, trasformano in rimedi efficaci e sicuri le sostanze con principi attivi da piante, come in estratti titolati e standardizzati. Ricca è l’offerta sul mercato di prodotti fitoterapici quali soluzioni naturali, a basso rischio per l’organismo, contro gli stati infiammatori, edematosi, degenerativi dei tessuti dell’appartato osteo-articolare e muscolare. Qui compaiono piante di comprovata efficacia come la Boswellia, la Curcuma, il Tulsi, l’Artiglio del Diavolo, l’Uncaria; infatti con la globalizzazione la ricerca botanica ci ha condotto spesso a nuova conoscenza sui rimedi e le ricette da piante medicinali che non invece non sono nuove nella medicina tradizionale in aree geografiche del continente Indiano e Indonesiano, in Amazzonia, Asia, Africa, Yemen, e che noi abbiano ignorato nello loro utilizzo sanitario pur apprezzandole come aromi, per profumi e spezie alimentari come la Curcuma.

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Vediamo in dettaglio due di queste piante da cui traiamo beneficio per le sindromi dolorose e le infiammazioni osteoarticolari. Innanzitutto, la Boswellia (Boswellia serrata) che è una pianta delle Burseracee, un albero con foglie cedue e corteccia grigio cenere, diffuso prevalentemente nella regione dell’Africa Mediterranea, in Oman, Yemen e nel Sud-Est Asiatico come nel territorio indiano, dove costituisce un elemento fondamentale della tradizione medicinale Ayurvedica. Dalla sua corteccia incisa si ottiene per colatura una gommoresina che essiccata diventa solida, trasparente ed aromatica. Il suo uso tradizionale è per scopi di cura, igienico-ambientali e religiosi. Il suo odore aromatico è simile a quello dell’incenso (Boswellia carterii) e contiene al 16% un olio essenziale. Contiene: Acidi Boswellici, Acidi triterpenici pentaciclici, Polisaccaridi, essenze (a-pinene, a-felladrene, alcoli sesquiterpenici, aldeide anisica, fenoli), fitosteroli.

L’estratto di Boswellia viene trattato nei fitoterapici per le sue riconosciute proprietà antinfiammatorie e risulta particolarmente efficace nelle patologie dolorose a carico dell’apparato muscoloscheletrico. L’attività curativa antinfiammatoria viene ricondotta alla presenza di acidi boswellici. Numerosi gli studi clinici che ne hanno confermato l’efficacia, paragonabile ai farmaci di sintesi, con assenza di effetti collaterali e la sua massima compatibilità con l’intestino.

La Boswellia è spesso associata con la Curcuma (Curcuma longa) altra pianta nota in Europa più come spezia indiana (detta anche Zafferano Indiano e base del mix di spezie che compone il celebre Curry). La Curcuma (Curcuma longa) è una pianta erbacea, perenne, delle Zingiberaceae con 80 specie, tra le quali la Curcuma longa che è la più utilizzata nell’alimentazione e nei fitoterapici. Il suo habitat è in Asia meridionale; si trova dall’India alla Malesia e in molte zone tropicali umide. La parte utilizzata è la radice, un rizoma cilindrico, ramificato, di colore arancio, aromatico.

Oltre ad essere un potente antiossidante e antinfiammatorio, svolge anche un’azione depurativa, coleretica e colagoga, utili per il fegato e la colecisti. La Curcuma oltre ad essere un potente antiossidante mantiene giovane e sana la cartilagine e si oppone al microambiente infiammatorio che alimenta il meccanismo patogenico.

È impiegata nella cura di molte patologie a carattere infiammatorio, inclusa l’osteoartrite grazie alle proprietà dei Curcuminoidi che inibiscono gli enzimi proinfiammatori, diminuendo la produzione di prostaglandine e altri mediatori; infine arresta la liberazione di numerose citochine e di interleuchine pro-infiammatorie.

Il giusto approccio alle cure

Anche se i fitoterapici riescono a contrastare efficacemente le sindromi dolorose e le infiammazioni dell’apparato osteo-articolare e della muscolatura è bene considerare che vanno affiancati dalla revisione dell’alimentazione e dallo stile di vita che se scorretti possono rallentare o vanificare le cure, quando non causano anche l’aggravamento dello stato infiammatorio.

Per esempio, gli alimenti favorevoli agli stati infiammatori sono: zuccheri, cereali raffinati, latte, uova, carne rossa ma anche bianca, quando il disturbo è cronico, in quanto il cibo animale è ricco in grassi saturi che aumentano l’acido arachidonico che favorisce la formazione di prostaglandine infiammatorie.

Questi cibi se associati ad alimenti raffinati aumentano l’acidosi organica, e può essere un forte fattore di irritazione dell’organismo e anche di membrane sinoviali e cartilaginee. Chiudono la lista degli alimenti da evitare: cibi industriali, quelli confezionati, conservati e raffinati, il caffè, gli alcolici e tutti gli alimenti verso i quali si è sviluppata intolleranza o allergia.

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